“Sono stato operato d’urgenza, mi hanno trovato un tumore. Ma se non fosse stato per l’urologo, che si è accorto della gravità del caso e ha disposto immediatamente l’intervento chirurgico, mi avrebbero di nuovo dimesso come avevano già fatto la prima volta”. Gianni Morbidelli, 57enne ex Formula 1 italiano, ha raccontato così al Resto del Carlino i momenti della sua malattia, dopo il rientro a casa del 14 gennaio. “Capisco bene che siamo in tempo di pandemia, che i ricoveri aumentano, gli ospedali sono sotto pressione“, ha detto alla redazione riminese di Rdc, “però chi come me soffre di una patologia grave, non può essere trascurato solo perché ha anche il Covid e non ci sono abbastanza posti letto in ospedale per i pazienti positivi”.

Tutto è cominciato il 29 dicembre 2021, quando l’ex Ferrari si accorge che c’è del sangue nelle urine. “Lasera ho chiamato il 118, è venuta l’ambulanza e mi ha portato in pronto soccorso. Mi hanno fatto il tampone rapido ed è venuto fuori che ero positivo. Così sono stato spostato nell’area riservata ai contagiati e nel frattempo mi hanno fatto vari esami e ho fatto la visita con l’urologo. Dopodiché, con mia sorpresa, mi hanno rimandato a casa“, ha raccontato al periodico emiliano. La situazione però non è migliorata e, anzi, andava peggiorando. Così Morbidelli il 10 gennaio si è deciso a chiamare di nuovo il 118, ma all’ospedale non è stato accolto bene. “Litigo con un’infermiera che aveva insinuato che ero lì solo per scroccare un tampone. Litigo con il medico che mi visita, perché mi dice che non sono grave e posso tornare a casa“.

Morbidelli ha ammesso di aver perso le staffe, reagendo con urla e minacce, ma domanda: “Chi non le avrebbe perse al mio posto?”. Il pilota chiede di essere visitato da un urologo e non accetta di essere rimandato a casa. Così lo vede il dottor Bartolomeo Zaccagnino. “È lui che capisce che ho un’emorragia in corso alla vescica. Da esami approfonditi si accorge che ho un tumore e decide che devo essere operato. Non lo ringrazierò mai abbastanza. Mi hanno tolto due polipi, uno di 2 centimetri, l’altro più piccolo. Mi hanno cicatrizzato la ferita e messo il catetere, che devo portare ancora per un po’. Sono stato dimesso il 14 gennaio, nel frattempo sono guarito dal Covid”.

Morbidelli dovrà tornare in ospedale il 31 gennaio per una visita di controllo: “Lì mi diranno se è un tumore benigno o maligno, incrocio le dita. Ma andrò fino in fondo a questa storia, quando starò meglio mi rivolgerò a un avvocato perché intendo fare denuncia“.

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