Il modello Puglia, degli hub vaccinali nelle scuole, potrebbe presto essere esteso in tutt’Italia. A pensarci è il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che, per dare una svolta alla campagna di somministrazione nella fascia tra i cinque e gli undici anni, è pronto a portare i sanitari tra i banchi. Un progetto che trova il sostegno dell’Associazione nazionale presidi ma anche di alcune Regioni che già hanno messo in campo questo progetto: ci sono anche Campania e Umbria. Nella terra del governatore Michele Emiliano da settimane i bambini stanno facendo le vaccinazioni a scuola tant’è che il 23,76% ha già avuto la prima dose: unica Regione ad aver superato le due decine in percentuale. La Campania, ha seguito la scelta di Emiliano, dal 16 dicembre ma i risultati non sono così alti: solo l’8,9% degli allievi della primaria ha fatto l’iniezione.

Bianchi e il governo hanno, tuttavia, la preoccupazione di incrementare le vaccinazioni: al 13 gennaio, secondo i dati della struttura commissariale, sono statti 106.168 i bambini che hanno già ricevuto due dosi, 709.287 quelli che hanno ricevuta una su una platea totale di 3.656.069. “Non sono impensabili – ha detto il professore ferrarese – gli hub vaccinali nelle scuole. Il settore commissariale sta lavorando. Occorre distinguere la situazione dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni dove si tratta di completare i cicli vaccinali e quella dei bimbi più piccoli dove stiamo ragionando di portare il più vicino possibile le strutture per la vaccinazione sulla base dell’esperienza pugliese”. Ad applaudire alla proposta del numero uno di viale Trastevere sono i dirigenti scolastici. Antonello Giannelli, presidente dell’Anp è favorevole al progetto: “È un’ottima idea. I bambini sono molto più predisposti a fare la vaccinazione a scuola. Inoltre scatta l’emulazione, il desiderio di fare come i compagni; così si potrebbero convincere anche i genitori più dubbiosi”.

Giannelli non vede alcuna difficoltà nell’organizzare degli hub negli istituti scolastici: “Possiamo mettere a disposizione le palestre, gli auditorium. D’altro canto la mia generazione ha fatto le vaccinazioni a scuola. È un salto nel passato che non può che far bene”. I più preoccupati sono gli operatori dei distretti sanitari che nel marasma totale dovrebbero farsi carico anche di questa operazione. “Non abbiamo altra strada. La campagna di vaccinazione – insiste Giannelli – deve subire un’accelerazione. Ho l’impressione che il sistema sanitario sia saturo. Dobbiamo trovare un modo per snellire il tutto. Il premier Draghi, in conferenza stampa, ha ipotizzato di tenere aperti gli hub fino a sera tardi. Credo che possa essere una buona risposta”.

Intanto nel capoluogo campano, alla scuola “Piscicelli”. alcuni bambini hanno già ricevuto la dose. Il personale della Asl Napoli 1 ha accolto i piccoli intrattenendoli con giochi. Un risultato di cui va orgogliosa l’assessore regionale all’Istruzione Elena Fortini: “Abbiamo avuto 225 vaccinazioni in una scuola e 300 in un altro istituto. Ringraziamo le dirigenti scolastiche che si sono messe a disposizione. Negli istituti vengono allestiti spazi con giochi e gadget per rendere tutto più accogliente. Anche l’hub vaccinale è costruito in maniera meno asettica e più gioiosa”.

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