Green pass per tutti a scuola, dagli alunni delle elementari fino agli studenti delle superiori. E’ la proposta avanzata da un centinaio di sindaci su iniziativa di Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro e presidente di Ali, l’associazione dei sindaci di centrosinistra e civici. La proposta è stata sottoscritta tra gli altri da Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, Giuseppe Sala (Milano), Gaetano Manfredi (Napoli), Dario Nardella (Firenze), Matteo Lepore (Bologna), Stefano Lo Russo (Torino), Leoluca Orlando (Palermo). La lettera-appello è stata inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri Roberto Speranza e Patrizio Bianchi. La proposta viene descritta “ulteriore misura restrittiva per preservare un istituto fondamentale per bambini, ragazzi, famiglie e lavoratori”. Una proposta però “bocciata” dai presidi, per i quali va tutelato il diritto allo studio. Per la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è “discriminatoria, inaccettabile e irricevibile”. “Prima di discriminare anche un solo bambino, di lasciarlo a casa, bisogna andarci molto cauti” frena anche il segretario della Lega Matteo Salvini. Noi stiamo lavorando per garantire scuola, vita e lavoro a tutti e discriminare i bambini, isolarli e chiuderli a casa, non è il mio obiettivo”. Un dibattito che monta in queste ore in cui si registra un rapido aumento di casi tra bambini e ragazzi: in una settimana nella fascia d’età 0-9 anni l’incidenza è passata da 275 a 317 casi per 100mila. E l’arrivo della variante Omicron cambia nuovamente lo scenario.

I sindaci si sono rivolti al governo chiedendo di “introdurre subito il Green Pass per salvare la scuola in presenza. C’è il rischio concreto, visto l’aumento dei contagi, che da gennaio tutte le scuole italiane vadano in dad. Non possiamo permetterlo”. “Con il Green Pass nelle scuole – secondo i sindaci -, prevedendo come per le altre categorie vaccino o tampone, preserveremmo la scuola in presenza e con essa un diritto costituzionale, quello dello studio e dell’istruzione. Se non agiamo subito introducendo il Green Pass rischiamo di ritrovarci con le scuole chiuse a breve, con la didattica a distanza indistintamente per tutti i ragazzi”. La richiesta dei sindaci si riferisce agli alunni dalle elementari alle superiori ma il provvedimento potrebbe essere difficilmente applicabile ai più piccoli solo da pochi giorni interessati dalla campagna vaccinale. “Se la sinistra vuole davvero scongiurare il ritorno in massa alla Dad – replica Meloni – faccia quello che Fratelli d’Italia chiede da ormai due anni ma che non ha mai fatto al governo della Nazione: potenziamento dei mezzi pubblici, aerazione meccanica controllata delle aule sul modello Marche, ampliamento degli spazi e sanificazione continua delle classi, potenziamento del tracciamento e dei test, lotta alle ‘classi pollaio’”.

Nella popolazione in età scolare, spiega l’Istituto Superiore di Sanità, l’incidenza si mantiene “elevata, specialmente nella fascia di età 6-11, dove si osserva all’incirca il 50% dei casi diagnosticati nella popolazione 0-19”. E’ la fascia d’età dove al momento la circolazione del virus è più elevata, e anche se il ritmo delle vaccinazioni è sostenuto (ai bambini tra i 5 e gli 11 anni in due giorni sono state somministrate in totale 28.909 dosi) la campagna è appena alle battute iniziali. “Comprendiamo la preoccupazione di chi si trova a dover fronteggiare la quarta ondata”, dice il presidente dell’associazione dei presidi, Antonello Giannelli, “d’altra parte la scuola necessita di una estrema e doverosa gradualità nell’introduzione di misure che potrebbero comportare una compressione del diritto all’istruzione, pur se determinate da ragione di salute collettiva”.

Allo stesso tempo l’auspicata svolta nell’attività di tracciamento, che ha spinto anche al passo indietro sulla circolare sulla dad, non c’è stata. La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al Commissario per l’emergenza 120 militari per il tracciamento e le vaccinazione. “Attendiamo ancora di vedere gli esiti dell’intervento delle forze messe in campo dal generale Figliuolo”, dice ancora Giannelli, che si aspettava una rapida inversione di tendenza in termini di efficienza delle Asl e di efficacia alla campagna di testing e tracing, invece, “come testimoniano i colleghi sul campo, al momento non sembrano esserci significative novità in questo senso. I problemi rimangono lo stesso”.

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