di Monica Valendino

Spesso non ce ne si accorge nemmeno, ma il passo tra l’essere autorevoli e autoritari è breve. E questo governo con gli “Aristoministri” guidati dall’ “Aristopresidente del Consiglio” sta derivando verso un’autorità che, anche se rimane per ora nei limiti costituzionali, seppur dettata dall’emergenza rischia di creare presupposti per un futuro dove altri potrebbero abusare della loro posizione attuando misure di controllo e restrittive con il Parlamento sempre più esautorato, che di fatto sono agli antipodi con l’idea democratica che abbiamo e che avevamo.

Sul “green pass” e ora sul “super green pass” si va a punire chi non commette nessun reato, ma attua una libera scelta, quella di non vaccinarsi. Giusta o sbagliata che sia è legittima e non si capisce perché non vigendo nessun obbligo si debba andare a creare cittadini di serie A e B. Anche perché oramai è noto che il pass (anche se la durata è stata ridotta), rischia di creare false certezze visto che la sua efficacia cala nei mesi e per alcuni individui dura pochissimo.

Al di là di questo è da porre l’accento anche sulla palese inadeguatezza comunicativa degli aristolegislatori: forse non si sarebbero evitate polemiche, dubbi e proteste, ma sarebbe andata un po’ meglio se invece di affermare che si devono proteggere i vaccinati (che lo sono già di fatto, altrimenti a cosa servirebbe il siero?), si fosse detto che si andava a proteggere chi aveva scelto di non fare l’iniezione. Sarebbe stato opportuno che invece di puntare sempre in ogni dove l’indice contro i non vaccinati si fossero spesi quei miliardi stanziati per aumentare il personale medico e i posti letto, cosa che alle regioni non piace sentire visto che tutto è rimasto come prima o anche peggio.

In Friuli Venezia Giulia (presieduto dal presidente della conferenza delle Regioni, Fedriga) è di giorni fa la notizia che i posti letto dichiarati come di terapia intensiva in realtà non esistessero perché erano posti letto di medicina d’urgenza e per di più in carenza di anestesisti. Poi, invece di criticare i cortei dei cosiddetti “no vax” (quelli pacifici s’intende), si fosse pensato subito e non solo adesso ai controlli alle frontiere, da sempre porte privilegiate per la circolazione del visus, forse qualche danno si sarebbe limitato.

Quindi, invece di apostrofare in tutte le maniere sempre chi ha detto no al vaccino (spesso per paura o per impossibilità a recarsi nei cosiddetti hub perché lontani) si fossero messi in condizione tutti i medici di base di fare loro stessi i vaccini qualche numero migliore lo avremmo.

Infine se si fosse comunicato tutto in maniera più lineare, visto che da Astrazenenca in poi è stato un susseguirsi di dati proposti e poi rimangiati (non ultime le terze e probabilmente le quarte dosi), molte persone avrebbero più fiducia non tanto nel vaccino ma nelle istituzioni.

Per concludere una provocazione scevra da simpatie o antipatie politiche: se questo pass e queste misure fossero state prese dal vecchio esecutivo cosa sarebbe successo? Salvini, Meloni e molti altri a fiotti in piazza e senza distanze nel mascherine a protestare come fecero con “Immuni” che a confronto era una bazzecola a livello costituzionale. Ma ora tutti sono dentro al governissimo, per cui tutti colpevoli nessun colpevole: solo che il Paese che già prima non era proprio unito in maniera granitica, alla fine di tutto questo rischia di frantumarsi. Per questo serve fare attenzione tra autorevolezza e autoritarismo.

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