Il caso dei ventilatori trasferiti dalla struttura commissariale per l’emergenza Covid, all’epoca guidata da Domenico Arcuri, alla Regione Piemonte è arrivato anche sul tavolo del suo successore il generale Francesco Figliuolo. Considerati dai medici dei reparti di Rianimazione “inadeguati” per i ricoverati con insufficienza polmonare, potrebbero invece essere utilizzati su chi è affetto da una patologia polmonare più lieve. L’analisi chiesta dall’attuale commissario ultimo ha certificato che i 484 apparecchi possono essere utilizzati diversamente. Ogni ventilatore è costato circa 10mila euro e la Regione – stando a quanto riporta la Stampa – avrebbe voluto ottenere il valore degli apparecchi per poter comprarli autonomamente. I ventilatori erano stati reperiti in piena pandemia quando si faticava a trovare ogni dispositivo utile per contrastare il coronavirus Sars Cov 2, dalle mascherine ai guanti alle attrezzature più sofisticate. I responsabili dei reparti impegnati in prima linea si erano resi conto che non erano efficienti come gli altri e poco dopo la Regione aveva deciso di ritirarle dai reparti per precauzione.

L’analisi comparativa con altri sei tipi di apparecchi ha stabilito che “risultano statisticamente meno performanti ed erogano un volume corrente espiratorio inferiore alle altre macchine e ai parametri impostati”. Non sono in grado di fatto di eliminare l’anidride carbonica e non aiutano il paziente. Le valvole poi funzionano più lentamente rispetto ad altri modelli, dettagli che in situazioni di vita o di morte possono essere determinanti “e avere gravi ripercussioni cliniche nell’impiego di tali macchine su malati critici”. “I test di laboratorio condotti in accordo con il generale Figliuolo hanno dimostrato che questi ventilatori consegnati da Roma sono inadeguati per pazienti con patologie polmonari severe ma possono comunque essere usati proficuamente per il trattamento di patologie polmonari meno gravi” ha dichiarato a Repubblica Emilio Paolo Manno, commissario per le politiche sanitarie dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

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