“Entro dieci giorni questa mutazione del virus diventerà prevalente, superando quella inglese”. La mutazione in questione è la Delta o ex indiana, che già nel Regno Unito rappresenta il 99% dei contagi e che con gli Europei – con le due semifinali e la finale a Wembley – rischia di espandersi ulteriormente. A delineare la progressione della sua diffusione anche in Italia è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che, in un’intervista a La Stampa, precisa che per ora non serve rivedere le regole: “Sappiamo che l’evoluzione sarà simile a quella che abbiamo visto in Gran Bretagna: entro fine mese i contagi saranno 3 o 4 volte quelli attuali e durante l’estate continueranno a crescere. Ma, dall’altra parte, aumenteranno progressivamente i cittadini vaccinati con doppia dose, a settembre saremo intorno al 70-75% di immunizzati“.

A parlare della variante Delta è anche Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova che, ospite di ‘Agorà‘ su Rai Tre, ritiene sia “ad un passo dal diventare resistente ai vaccini quindi meno si trasmette e meglio è. Penso che bisognerebbe combinare la campagna vaccinale e allo stesso tempo rafforzare la nostra capacità di tracciamento“. Capacità che per ora nel nostro Paese è rimasta al palo, con il numero di tracciatori che in 10 regioni è stato ridotto da fine novembre 2020 ad oggi.

nonostante Peraltro l’ipotesi della resistenza ai vaccini accompagnata alla sua diffusione avevano parlato anche gli oltre cento esperti britannici nella lettera in cui si erano rivolti al premier Tory Boris Johnson chiedendogli, a fronte dell’impennarsi della curva pandemica, di posticipare la data del 19 luglio per rimuovere tutte le restrizioni.

“Non c’è bisogno di ripristinare l’obbligo di mascherina all’aperto, ma vanno rafforzati i controlli in caso di assembramenti“, ha detto Sileri alla Stampa, considerando però che il fatto che l’Italia sia arrivata in fondo agli Europei ha accelerato con gli assembramenti in piazza, senza mascherina, la diffusione della variante Delta nel nostro Paese. Per il sottosegretario resta prioritaria “una costante opera di vigilanza, vanno potenziati i controlli nei luoghi della movida, perché dove non si mantengono le distanze si deve indossare la mascherina“, altrimenti “devono scattare le sanzioni“.

Non si può escludere “che ci sia qualche passo indietro, con cambi di colore di alcune Regioni e istituzione di zone rosse a livello locale. Dovremo, però, fare riferimento al numero di ricoveri, più che a quello dei contagi“. Oltre a spingere sulle vaccinazioni, ha continuato, “bisogna intercettare quanti più positivi possibile, soprattutto quelli asintomatici. In questo senso, resto favorevole alla riapertura delle discoteche, a patto che sia gestita con regole ferree, compreso l’obbligo di tampone per poter entrare”.

Se la percentuale di vaccinati tra i 12 e i 19 anni si mantenesse bassa, “non potrà essere garantita una ripresa al 100% delle lezioni in presenza, almeno nelle prime settimane. Poi andrà potenziata la campagna diagnostica nelle scuole, con tutti i mezzi disponibili“. Tra i docenti, 215mila non sono vaccinati, ma Sileri è contrario all’obbligo “perché si tratta del 15% del totale e distribuito solo in alcune Regioni, più di 60 mila solo in Sicilia“. Bisogna “far capire al personale scolastico che deve vaccinarsi innanzitutto per tutelarsi, perché lavoreranno in un contesto a rischio”. Rispetto ai problemi per il vaccino italiano, Reithera, ha osservato, “credo sia una follia abbandonare l’azienda che ha oltre 100 ricercatori e offre un potenziale unico”.

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