La Commissione Ue rivede nuovamente al rialzo le stime di crescita dell’Italia: il Prodotto interno lordo dovrebbe crescere quest’anno del 5%, ovvero lo 0,8% in più della precedente previsione (+ 4,2%). “La previsione per il 2021 è significativamente superiore a quella della primavera. Ciò è dovuto alla consistente revisione al rialzo del Pil nel primo trimestre e alla risposta dell’attività economica più forte del previsto dopo l’allentamento delle restrizioni e della mobilità”, scrive Bruxelles nelle previsioni estive. Limata invece al ribasso la stima per il 2022 che passa da 4,4 a 4,2%.

“Il miglioramento della situazione sanitaria” pone le basi “per un’espansione solida e sostenuta” e “gli investimenti pubblici e privati, sostenuti dalla diminuzione dell’incertezza delle imprese circa le prospettive della domanda e dall’attuazione del Pnrr, sono destinati a rimanere il principale motore di crescita”: lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni sul Pil dell’Italia. “I consumi dovrebbero rimbalzare notevolmente, aiutati dal miglioramento delle prospettive del mercato del lavoro e dalla graduale riduzione dei risparmi accumulati”, ma “è probabile che il ritorno delle entrate dal turismo sia più graduale”. Ieri anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha parlato di una ripresa che si rafforza “grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni e al miglioramento del quadro sanitario” aggiungendo che, secondo le stime della Banca d’Italia in uscita il 16 luglio, il Pil “si rafforzerebbe con decisione nel secondo semestre; nella media dell’anno potrebbe toccare valori intorno al 5 per cento, consentendo un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020″.

Il miglioramento delle previsione è diffuso a tutto il continente. L’economia europea “rimbalza più rapidamente delle attese” scrive la Commissione Ue secondo cui il Pil crescerà di +4,8% nel 2021 e +4,5% nel 2022 sia nella zona euro che nella Ue-27. Rispetto alle previsioni di febbraio, si tratta di un aumento nel 2021 di +0,5 punti nella zona euro e di +0,6% nella Ue-27. Bruxelles stima che il Pil “tornerà ai livelli pre-crisi nell’ultimo trimestre del 2021 sia nella Ue che nella zona euro”. Per quest’ultima, sarebbe un trimestre prima di quanto previsto a febbraio. “L’incertezza e i rischi che circondano le prospettive di crescita sono elevati ma rimangono complessivamente equilibrati. La minaccia rappresentata dalle varianti sottolinea l’importanza di un ulteriore rapido aumento di una vaccinazione completa“, scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche estive. “I rischi economici riguardano in particolare la risposta delle famiglie e delle imprese ai cambiamenti nelle restrizioni e all’impatto del ritiro delle misure di sostegno”, aggiunge Bruxelles.

“Tutte le economie della Ue raggiungeranno o supereranno i loro livelli pre-pandemia al più tardi entro il terzo trimestre 2022, e molti già alla fine di quest’anno”: lo ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni, sottolineando come la stima della Commissione Ue per il Pil della Ue nel 2021 “è la più alta revisione in oltre dieci anni”. Ma anche se il Pil della Ue e della zona euro torneranno ai livelli pre-crisi già a fine anno, “restano sotto i livelli attesi prima della pandemia”. Nelle previsioni economiche, ha poi aggiunto Gentiloni, “non abbiamo fatto valutazioni specifiche” sullo sblocco dei licenziamenti, “penso faccia parte delle politiche che incoraggiamo a livello europeo di un ritiro selettivo graduale delle misure di sostegno”.

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