Dopo più di due anni di indagini, si è chiusa l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Torino e dei carabinieri di Aosta sul presunto scambio elettorale politico-mafioso avvenuto in Valle d’Aosta alle Regionali del 2018. La procura di Torino ha inviato l’avviso di conclusione indagini – che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio – a otto indagati. I nomi più pesanti sono quelli degli ex presidenti di Regione Antonio Fosson, Renzo Testolin (attuale consigliere regionale) e Laurent Vierin. A loro si aggiungono l’ex assessore regionale Stefano Borrello, l’ex consigliere Luca Bianchi e poi il ristoratore Antonio Raso, Roberto Di Donato e Alessandro Giachino, tutti e tre già condannati in primo grado nel processo “Geenna” con cui è stata accertata la presenza di una locale di ‘ndrangheta in Regione.

Fosson, Borrello, Vierin e Bianchi si erano dimessi, a dicembre 2019, proprio dopo aver ricevuto un’avviso di garanzia dalla procura. Testolin, invece, era diventato presidente di Regione ad interim dopo le dimissioni di Fosson dal 16 dicembre 2019 al 15 settembre 2020. Inizialmente era rimasto fuori dall’inchiesta, ma contestualmente al deposito delle motivazioni della sentenza Geenna, il tribunale di Aosta aveva invitato gli inquirenti a valutare eventuali profili a suo carico. I giudici infatti scrivevano che risulta “significativo, ai fini della prova dell’importanza che la ‘ndrangheta valdostana aveva assunto nella politica locale, che ben tre Presidenti della Regione Autonoma Valle d’Aosta, succedutisi nel tempo, si siano rivolti al sodalizio criminale per ricercarne il sostegno elettorale. Si ricordi infatti che Vierin Laurent era all’epoca delle elezioni regionali il Presidente della Regione in carica, Masquis Pierluigi era stato dal 10 marzo 2017 all’ottobre 2017 e Testolin Renzo lo sarebbe stato a breve, ossia dal 16 dicembre 2019 fino ad oggi (15 settembre 2020). Inoltre , in due casi su tre, vale a dire per Vierin Laurent e Testolin Renzo, si può affermare che due esponenti politici che hanno rivestito elevatissime cariche istituzionali siano stati eletti con il sostegno della ‘ndrangheta“.

L’inchiesta della Dda, ribattezzata “Egomnia” e coordinata dai pm Valerio Longi e Stefano Castellani, riguarda infatti il presunto appoggio della ‘ndrina di Aosta ad alcuni candidati autonomisti durante le elezioni regionali del 2018. I politici, che hanno sempre respinto ogni contestazione, sono accusati a vario titolo dai magistrati di aver accettato da esponenti del clan la promessa di procurare voti in cambio di agevolazioni o favori nei rapporti con l’amministrazione Regionale.

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