A tre giorni dall’annuncio di un taglio del 15% delle dosi – per la settimana in corso – da parte di Astrazeneca che ha assicurato che avrebbe rispettato gli impegni contrattuali (che sono su base trimestrale), l’agenzia di stampa Reuters scrive che il colosso anglo-svedese che produce e distribuisce il vaccino sviluppato dai ricercatori dell’Università di Oxford, che in Italia sarà somministrato alle persone fino a 65 anni, consegnerà meno della metà dei vaccini anti Covid previsti dal contratto con l’Unione europea nel secondo trimestre.

L’agenzia cita come fonte un anonimo funzionario di Bruxelles applicato al dossier vaccini. Non sarebbero quindi superati i problemi di consegna che nelle settimane scorse hanno portato a braccio di ferro tra azienda e Commissione europea fino alla desecretazione del contratto di acquisito.

Il contratto, desecretato anche se con diverse parti omissato, prevede l’impegno di Astrazeneca a fornire 180 milioni di dosi e quindi il taglio riguarderebbe circa 90 milioni di dosi. Una notizia, che se confermata, rischia di inficiare l’obiettivo di Bruxelles, dichiarato per bocca della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, di vaccinare per l’estate il 70% degli europei. Venti giorni fa il programma era quello che a marzo arrivassero 55 milioni di dosi in totale dalle tre aziende autorizzate. “Nel secondo trimestre saranno ancora di più, 300 milioni da parte delle tre aziende già autorizzate dall’Ema (Pfizer-Biontech, Moderna e AstraZeneca, ndr) e, se otterranno anche loro il via libera, altre 80 milioni di fiale da Johnson and Johnson e Curevac. Siamo sulla buona strada, alla fine avremo 2,3 miliardi di vaccini, il triplo di quel che ci serve e potremo aiutare anche i Paesi vicini all’Unione” aveva dichiarato la presidente.

Da parte dell’azienda, interpellata dal Reuters, nessun commento ufficiale se quello di un portavoce che ha dichiarato che Astrazeneca sta “lavorando duramente per aumentare la produttività e “facendo tutto il possibile per utilizzare” la catena di approvvigionamento globale e di essere fiduciosi di poter rispettare il più possibile il contratto. La Commissione Europea invece non ha voluto commentare. Astrazeneca, guidata dal francese Pascal Soriot (nella foto), dovrebbe fornire ai 27 paesi 300 milioni di dosi.

Intanto proprio per cercare di ovviare a ritardi di consegne – registrati anche con Pfizer e Moderna – proprio l’Unione europea sta cercando di capire se sia possibile una produzione da parte di una rete di aziende e stabilimenti dei vaccini approvati. In questo senso si è mossa il colosso francese Sanofi che produrrà in Francia il prodotto della concorrente americana Janssen (Johnson&Johnson), così come ha già annunciato di fare per quello di Pfizer-BioNTech. Anche l’Italia sta cercando di valutare una produzione in house. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha convocato per giovedì Farmindustria per valutare la possibilità.

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