Un altro taglio alle dosi del vaccino. L’ennesima battuta d’arresto per la campagna di somministrazione, appena partita per insegnanti e forze dell’ordine. La casa farmaceutica Astrazeneca ha annunciato che questa settimana ridurrà del 15% le consegne del farmaco anti-Covid in Italia. Le Regioni hanno ricevuto la comunicazione soltanto in queste ore. Furente il segretario del Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti: “Gravissima la riduzione improvvisa della consegna di vaccini Astrazeneca. Noi ce la stiamo mettendo tutta ma con questa incertezza è tutto più difficile”, scrive su Facebook. Il capo del Nazareno chiede quindi al governo di tutelare “gli interessi nazionali e le programmazioni delle Regioni. Intanto prepariamoci alla produzione di vaccini validati da Ema e Aifa da parte delle nostre aziende”. Duro anche Attilio Fontana, secondo cui Draghi deve “far sentire la sua voce ‘autorevole’ in Europa. Lo stillicidio dei tagli alle forniture da parte delle aziende produttrici è molto grave!”, si legge in un comunicato. “È una situazione insostenibile che mette in difficoltà tutte le regioni impegnate nelle campagne vaccinali”.

L’azienda inizialmente non ha commentato i ritardi, poi in serata è stato pubblicato un comunicato ufficiale: “Riguardo alle notizie emerse oggi sulle consegne del vaccino AZD1222, AstraZeneca afferma che sta lavorando per rispettare l’impegno di consegnare all’Italia 4,2 milioni di dosi nel primo trimestre, con l’obiettivo di superare i 5 milioni“. Per quanto riguarda il taglio alle consegne di questa settimana, si legge che i processi di produzione dei prodotti biologici come questo vaccino “sono complessi, e una moltitudine di fattori produttivi e di test di qualità che vengono minuziosamente fatti su ogni lotto possono avere un impatto sulla data, frequenza e numero di dosi di ogni consegna”. Per questo motivo “la consegna effettuata ieri è risultata inferiore di circa il 7% rispetto alle previsioni, ma allo stesso modo – rileva l’azienda – le consegne della settimana precedente erano leggermente superiori al previsto”.

Astrazeneca interviene anche sulla vicenda delle offerte di acquisto ricevute da alcune Regioni italiane, Veneto in testa, e che sono ora al vaglio del commissario Domenico Arcuri. L’azienda “si è impegnata a fornire dosi esclusivamente a governi o organizzazioni governative e non vi è alcuna fornitura, vendita o distribuzione del vaccino al settore privato“, scrivono in un durissimo comunicato. Si precisa quindi che “se qualcuno offre vaccini attraverso il settore privato potrebbe trattarsi di vaccini contraffatti e come tali vanno segnalati alle autorità competenti”. Poi l’annuncio: “Precisiamo di aver presentato un esposto al Nas dei Carabinieri al fine di denunciare ogni tentativo di assicurare forniture al di fuori dei canali governativi ufficiali, e di aver prontamente informato di tale esposto tutte le Autorità competenti“.

Il taglio alle fiale, già ridotte del 60% in Europa per il primo trimestre, resta intanto confermato in tutte le Regioni. “Ci è stata comunicata una riduzione di 9mila dosi del vaccino Astrazeneca per le prossime consegne e questa è una brutta notizia“, ha dichiarato l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato. “Mi domando come si possano conciliare le presunte offerte di mediatori proposte ad alcune regioni su mercati paralleli per il vaccino Astrazeneca con l’acclarata riduzione?”, aggiunge, riferendosi alle trattative portate avanti in Veneto da Luca Zaia. Stessa situazione in Emilia Romagna: “Sono in arrivo in questi giorni AstraZeneca con un’ulteriore decurtazione, ne dovevano arrivare diverse decine di migliaia, ma c’è una decurtazione di 4-5 mila dosi. Non come le altre volte ma comunque non c’è un segno più, speriamo che dalla prossima settimana si cambi passo”, ha spiegato l’assessore regionale alle Politiche Sanitarie, Raffaele Donini. La conseguenza è un inevitabile rallentamento della campagna vaccinale per il personale della scuola, che partirà in Emilia-Romagna lunedì con le prenotazioni. “Ci saranno i tempi tecnici per l’organizzazione ma soprattutto non ci sono tantissimi vaccini – ha spiegato ancora Donini – di AstraZeneca noi abbiamo poche decine di migliaia di dosi. Quindi per ora siamo ancora ad un passo abbastanza lento per quello che riguarda la somministrazione con questo vaccino”.

Per quanto riguarda il farmaco prodotto dall’americana Pfizer, invece, c’è una buona notizia. L’azienda “sottometterà anche a noi dell’Ema i dati sul mantenimento del suo vaccino” a temperature più gestibili rispetto a quelle attualmente previste, ha annunciato il direttore del Dipartimento Vaccini dell’Agenzia europea del farmaco Marco Cavaleri, intervistato su Rainews24. Ieri è infatti stata annunciata dalla compagnia la possibilità di conservare il vaccino a temperature meno estreme di quelle indicate inizialmente di –70 gradi, fra i -25 gradi centigradi e -15 gradi. Nei prossimi giorni, inoltre, verranno pubblicate le nuove linee guida concordate con la Fda americana “per facilitare nuovi vaccini contro le varianti; la Commissione snellirà il processo amministrativo per approvare questi nuovi vaccini”, ha aggiunto Cavaleri, chiarendo quanto già annunciato dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. “Ci sarà bisogno di studi più semplificati e su un gruppo minore di soggetti vaccinati, quello sarà sufficiente per noi per arrivare all’autorizzazione”.

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