I governatori chiederanno di prorogare lo stop alla mobilità tra Regioni, anche quelle in zona gialla, oltre il 15 febbraio. È questo l’orientamento emerso durante la Conferenza delle Regioni e il presidente Stefano Bonaccini lo ha inoltrato al ministro uscente Francesco Boccia e al presidente incaricato Mario Draghi. A quattro giorni dalla scadenza del decreto che aveva prolungato il divieto già inserito nelle misure anti-Covid di Natale, le Regioni scelgono quindi la linea della prudenza temendo una ripresa del contagio sotto la spinta delle varianti.

Il decreto prevede la decadenza della norma dal 16 febbraio, quindi è necessario un intervento prima di quella data. L’ipotesi più accreditata al momento è che il nuovo termine venga fissato al 5 marzo, che era la data ipotizzata in un primo momento nelle bozze di gennaio. Poi venne decisa una proroga meno estesa. Adesso però di fronte a un contagio ormai stabile e con il pericolo incombente delle varianti inglese, sudafricana e brasiliana – già rintracciate in Italia – i governatori chiedono massima prudenza. Per allungare il divieto di spostamento sarà necessario approvare un decreto legge, norma con la quale la misura è stata inserita, e non basta un Dpcm.

“L’orientamento della Conferenza delle Regioni è di richiedere di prorogare il decreto legge che vieta gli spostamenti da una Regione all’altra, anche per la zona gialla. Nelle prossime ore comunicherò tale orientamento al ministro Francesco Boccia che aveva chiesto il nostro parere nel corso dell’ultima Conferenza Stato-Regioni, oltre che al Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi”, ha spiegato Bonaccini. La Conferenza Regioni, ha detto Boccia, “confermando ancora una volta leale collaborazione e grande senso di responsabilità ha comunicato l’orientamento delle regioni nel richiedere la proroga del decreto che vieta gli spostamenti tra regioni anche per la zona gialla”.

Il limite, ha confermato il ministro per gli Affari Regionali, “potrebbe essere protratto alla data di scadenza del Dpcm in vigore fino al 5 marzo, allineando così tutte le scadenze relative alle misure restrittive” per l’emergenza Covid. “Al nuovo governo – ha aggiunto il presidente emiliano – chiederemo un incontro per una discussione a 360 gradi sul nuovo Dpcm, per valutare le possibili graduali riaperture di alcune attività nel rispetto di tutti i protocolli di prevenzione”. Tra le aperture richieste in maniera “graduale” e “con ingressi contingentati” ci sono cinema, palestre e teatri.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“L’omosessualità è comportamento a rischio Covid”: l’errore discriminatorio dell’Asl di La Spezia deriva da un documento del ministero. Che assicura: “Sarà corretto”

next
Articolo Successivo

Bollate, focolaio con 59 positivi in una scuola: “Ci sono tre casi di variante inglese”. Ats: “Tre istituti chiusi fino a conclusione screening”

next