Sei espulsi e consiglio sospeso. È l’epilogo del consiglio regionale lombardo che si è svolto martedì 26 gennaio e che aveva come tema centrale l'”errore” della zona rossa. Dopo la bagarre mattutina, finita con l’espulsione di Michele Usuelli, Attilio Fontana e Letizia Moratti non si sono presentati in Aula per la ripresa dei lavori pomeridiana. Un’assenza che ha scatenato le ire dell’opposizione che chiedeva risposte e trasparenza sui dati. Tanto da arrivare a una nuova espulsione di cinque consiglieri, Bussolati del Pd e i 5 Stelle, Violi, Verni, Di Marco e De Rosa.

“Speravamo che Fontana ci desse risposte su questo grande pasticcio che ha portato questa settimana ai nostri concittadini, ma così non è stato”, ha spiegato il capogruppo del Pd Fabio Pizzul. Dai banchi del consiglio, il suo collega Bussolati ha attaccato: “Siete la vergogna d’Italia” insieme ad alcuni consiglieri del M5S occupa il centro dell’aula. Tra fischietti, cori da stadio e cartelloni è scattata di nuovo la bagarre. C’è chi ha indossato il naso di Pinocchio e chi ha sventolato cartelli raffiguranti Calimero. Dopo l’epulsione dei cinque “occupanti”, la minoranza è uscita in segno di protesta. “Vogliamo verità per i lombardi, dobbiamo sapere che cosa è successo. Ci forniscano subito i dati e poi si riparta dalla riforma sanitaria – ha concluso il capogruppo M5S Massimo De Rosa – dobbiamo rimettere in piedi un sistema sanitario lombardo che ci hanno fatto credere che fosse un’eccellenza, ma era solo un castello di sabbia”.

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