Due attacchi dei ministri dopo e di fronte a un’indignazione che ha coinvolto anche presidenti di Regione senza che dal Pirellone arrivasse per molte ore una smentita netta, la neo-assessora al Welfare della Lombardia tenta di correggere il tiro sulle richieste di modifica al piano vaccinale suggerite al commissario Domenico Arcuri. Di fronte al Consiglio regionale, Letizia Moratti prova a chiarire quanto trapelato lunedì sera – da fonti di maggioranza e opposizione – sui contenuti di una lettera inviata ad Arcuri: Moratti ha chiesto nuovi criteri, secondo quanto spiegato dai presenti al tavolo dei capigruppo, anche in base al contributo che le regioni danno al Pil nazionale. Ora tenta di chiarire, asserendo che il riferimento al prodotto interno lordo non era alla campagna vaccinale ma alla zona rossa che la Regione contesta. “Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito”, ha sostenuto in Consiglio regionale. “Il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione, che, questo sì, ho detto, è il motore dell’Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa”, ha chiarito Moratti. Insomma, un tentativo di retromarcia che comunque conferma come, secondo la vice-presidente, il quadro normativo anti-Covid dovrebbe tenere conto della ricchezza: chi ha di più, merita restrizioni light.

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