La Lombardia tira dritto e presenta il ricorso al Tar contro la zona rossa istituita dal governo per contenere le infezioni da Sars-Cov-2. La Regione passa quindi dalle parole ai fatti: “Come anticipato nei giorni scorsi, abbiamo presentato ricorso al Tar contro la decisione del governo, e chiesto al ministro di rivedere i parametri che regolano questa decisione, così impattante sulla vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese”, ha annunciato il presidente Attilio Fontana in Consiglio Regionale.

La zona rossa stata definita da Fontana “fortemente, e ingiustamente, penalizzante” per la regione. “Credo sia oggettivamente evidente che la Lombardia e i lombardi hanno fatto, e stanno facendo, la loro parte con responsabilità e spirito di sacrificio”, ha sostenuto il governatore nel suo discorso al Consiglio Regionale lombardo. “Mi auguro davvero – ha aggiunto – che presto possa riunirsi di nuovo il tavolo di confronto con le regioni per rivedere, con il ministro Speranza, i parametri di riferimento”. Parametri che la Lombardia, come tutte le altre Regioni, ha avallato negli scorsi mesi.

La neo-assessora al Welfare Letizia Moratti, appena nominata e già nella bufera per l’idea di legare la priorità per i vaccini al Pil delle Regioni, ha rimarcato: “La Lombardia non merita la zona rossa. Indubbiamente il rischio per la regione è di fermarsi, di fermare il lavoro, le attività e la vita sociale. Per questo con il presidente Fontana abbiamo ritenuto di voler presentare un ricorso, per uscire dalla zona rossa”. Ed è tornata a difendersi sulla lettera al commissario per l’emergenza Domenico Arcuri: “Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito, il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione che, ho detto, è il motore dell’Italia – ha insistito – In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione”.

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