Tra le eredità del dimissionando Gallera c’è anche la clamorosa frattura tra medici e dirigenza degli ospedali San Carlo e Paolo di Milano a seguito della seconda ondata, culminata nella famosa “lettera dei cinquanta” con cui medici d’urgenza e infermieri dei due ospedali a metà novembre, denunciavano alla propria dirigenza di essere costretti a “operare scelte relative alla possibilità di accesso alle cure, che non sono né clinicamente né eticamente tollerabili”. La diffusione della lettera, che nasceva come documento interno, portò alla rimozione della primaria Francesca Cortellaro (mai revocata), con conseguente clima di terrore tra i camici che – oltre a gestire l’emergenza – si sono ritrovati a temere rappresaglie. Si attende ancora l’esito di un audit interno su quanto accaduto, controverso perché tra i componenti nominati figurano i firmatari di una contro-lettera di solidarietà alla direzione e dissociazione dai colleghi. Nel frattempo emergono altre questioni e interrogativi.

Il punto è che nei giorni caldi della vicenda Gallera si era impegnato pubblicamente e politicamente a ricomporre quella frattura con tanto di garanzie in aula. In realtà, si scopre ora, il direttore Matteo Stocco, che lui stesso aveva nominato nel 2018, andava avanti per la sua strada, come se Gallera, ormai dato in scadenza, già non contasse più nulla. Il 3 dicembre un articolo de LaVerità raccontava di una denuncia contro i medici firmatari e di imminenti provvedimenti disciplinari a loro carico. La direzione l’indomani fu costretta a smentire. Storia chiusa? Non proprio.

Un mese dopo spunta infatti una delibera della direzione strategica degli ospedali (scarica) che affida il servizio di assistenza e consulenza legale per la “gestione del contenzioso avente ad oggetto “Lettera del 18.11.2020 sottoscritta da dipendenti della ASST Santi Paolo e Carlo; querela Dr. Matteo Stocco del 25.11.2020”. Allora, una denuncia c’è stata o no? Contro chi e per quali ipotesi di reato? Stocco non ha risposto ma l’azienda sanitaria fa sapere che la querela alla fine c’è stata ma contro ignoti e che nessun disciplinare è stato avviato finora contro il personale che firmò la lettera.

La notizia lascia però allibite le opposizioni che avevano preso per vero l’impegno della Regione a svelenire il clima in cui lavorano medici già provati dall’emergenza. Per vederci chiaro il consigliere del Pd Pietro Bussolati l’11 gennaio ha depositato un’interrogazione (leggi) alla presidenza del Consiglio regionale nella quale chiede di chiarire una volta per tutte se la Direzione, nei giorni immediatamente successivi la pubblicazione della lettera dei medici, ha davvero sporto formale denuncia/querela e nei confronti di chi. Mette poi in fila le stranezze della delibera.

La consulenza esterna viene affidata a uno studio di Monza attingendo 4.380 euro di oneri per parcelle dal fondo della “Manutenzione e riparazione ordinaria Attrezzature Sanitarie”. I legali incaricati dall’ospedale non sono rintracciabili tra i consulenti legali presenti sul sito aziendale, posto che l’Asst ha una struttura interna per gli affari legali con tanto di avvocati già pagati.

L’auspicio del consigliere è di fare chiarezza e voltare pagina. “Visto che Gallera ha fatto poco e che la Moratti nelle sue prime dichiarazioni ha voluto intendere un lavoro di ascolto che si attivi subito con la direzione dei Santi Paolo e Carlo per svelenire il clima e chiarire una volta per tutte cosa è successo visto che a distanza di due mesi noi non sappiamo minimamente quali sono state le motivazioni dietro le scelte di allontanamento dei dirigenti e a tutela del lavoro dei medici”.

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