“La direzione aziendale dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano dichiara che non esiste nessuna denuncia nei confronti dei medici di Pronto soccorso e Rianimazione dell’ospedale San Carlo, né sono in corso procedimenti disciplinari a loro carico”. In altre parole, LaVerità ha detto una bugia. E il direttore dell’ospedale, nominato dall’assessore Gallera di centrodestra, annuncia querele per diffamazione contro il giornale di riferimento del centrodestra. Oppure ha ragione LaVerità, e ad essere finta è la minaccia di querela. Comunque la si guardi, assume tratti da farsa la tragedia che si è consumata in due ospedali milanesi arrivati al collasso nella seconda ondata Covid. Sono i Santi Paolo e Carlo, dove due settimane fa è deflagrato il caso dei 50 medici che in un documento interno denunciavano alla loro stessa direzione le drammatiche condizioni in cui erano costretti a operare per mancanza di personale, organizzazione e risorse che non erano state predisposte in vista della seconda ondata. In consiglio regionale martedì Gallera, incalzato dall’opposizione, ha preso pubblicamente l’impegno a ricomporre la frattura tra medici e la dirigenza, ben sapendo che l’emergenza non è finita e richiederà loro altri sacrifici. Ma ecco il colpo di scena.

Due giorni dopo LaVerità titola a tutta pagina: “Finisce in Procura la falsa denuncia sui pazienti Covid lasciati senza cure”. L’articolo riferiva che la direzione dell’ospedale, dunque Matteo Stocco, aveva sporto denuncia all’autorità giudiziaria. L’occhiello aggiungeva: “Scattano anche i procedimenti disciplinari per i medici che calunniarono i colleghi dell’ospedale S. Carlo di Milano”. Mentre Gallera faceva il pompiere, la direzione appiccava l’incendio? Le opposizioni leggono il giornale con tanto d’occhi, chiedono immediate dimissioni del direttore. “Non è più adatto a dirimere il conflitto con i medici dopo averli denunciati. La Regione nomini una Commissione terza e valuti se possa continuare nel suo incarico”, reagiscono la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza e il vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti.

Il primo a invocarle era stato Michele Usuelli (Più Europa). Presentando l’interrogazione urgente sul caso aveva costretto Gallera a prendere posizione assumendo l’impegno a placare il conflitto: “Io ne deduco che l’articolo riporti la strategia di chi ha denunciato i medici in procura, cioè la direzione generale. Martedì in aula l’assessore Gallera ha garantito che era in corso una azione di depotenziamento del conflitto, sua e del Direttore generale della sanità lombarda Trivelli. Questo è il risultato? Medici di pronto soccorso e di rianimazione del San Carlo oltre al COVID-19, devono gestire denunce, sanzioni, mobbing e peggio. Immaginiamoci come staranno lavorando sereni mentre curano me, mia figlia o mio nonno adesso”. Aggiungeva, quasi profeticamente: “Qualora il Direttore generale del San Carlo non smentisca la notizia della denuncia alla procura dei suoi 50 medici, è necessario subito il suo licenziamento e le sue dimissioni”.

La parola “dimissioni” inizia a girare un po’ troppo, e alla fine arriva la smentita: non c’è nessuna denuncia contro i medici, nessun disciplinare. Anzi una denuncia (forse) c’è, ma contro chi ha scritto che c’erano l’uno e l’altro. “Si comunica altresì che, al fine di tutelare l’immagine dell’azienda, è stata inoltrata denuncia per danno d’immagine a mezzo stampa“. La nota non esce il giorno dell’articolo né l’indomani, ma solo dopo che le opposizioni hanno chiesto alla Regione la testa del dg. L’epilogo del pasticcio a mezzo stampa è surreale. “Denuncia per diffamazione a mezzo stampa – chiede il Pd in serata – ma contro chi? Contro i sottoscritti, che hanno chiesto di fare chiarezza su una notizia scritta dalla Verità di Belpietro, ovvero che la direzione avrebbe denunciato i suoi stessi medici? O contro la Verità, visto che Stocco smentisce di aver agito contro il personale della sua Asst? È troppo attendersi un minimo di chiarezza?”.

Per dovere di cronaca precisiamo che l’abbiamo chiesta per primi, più e più volte. Ma il dg Stocco da giorni non risponde al telefono così come l’ufficio stampa dell’Asst. Dieci giorni fa avevamo inoltrato una serie di domande via mail, compresa quella relativa a eventuali azioni giudiziali e sanzioni. L’Asst Santi Paolo e Carlo così ha risposto: “a seguito della Sua richiesta relativa all’oggetto, con la presente si informa che, al momento, non è possibile, esaudire la Sua richiesta. Certi della Sua collaborazione, porgiamo i migliori saluti”. La collaborazione dell’ente (pubblico), non è altrettanto certa.

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