Ripartenza a macchia di leopardo giovedì prossimo per le scuole superiori. Le Regioni, di fronte all’indicazione del governo di riaprire la secondaria di secondo grado in presenza al 50%, si sono organizzate in maniera diversa rispetto al tema degli orari scaglionati d’ingresso in aula. Ma non solo. In Campania il governatore Vincenzo De Luca non ne vuol sapere di far tornare i ragazzi in aula il 7 di gennaio: il rientro per gli studenti delle superiori campani è previsto il 25. Dubbi anche in Puglia, Lazio e Veneto. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri al fattoquotidiano.it fa sapere che la riapertura al 50% è “corretta e giusta” ma “tutto è subordinato ai dati e al rischio di impennate post festività Se la curva, pur in salita, è sotto controllo, non ci saranno slittamenti”.

Il primo a sollevare perplessità nei giorni scorsi è stato il consulente del ministero della salute Walter Ricciardi che intervistato da La Stampa ha proposto di rinviare la ripartenza a metà gennaio. Parole ignorate a viale Trastevere dove la ministra dell’Istruzione fino ad oggi è convinta di riportare gli studenti in classe (almeno al 50%) giovedì prossimo. Sull’opportunità o meno di rivedersi in presenza non interviene la ministra dei Trasporti Paola De Micheli che dal canto suo fa però sapere che per quanto riguarda i mezzi è tutto pronto. Intanto sugli scaglionamenti non esiste un unico coro ma voci diverse.

Turni differenziati a macchia di leopardo – La soluzione di differenziare gli orari d’ingresso e d’uscita (lezioni dalle 8 alle 14 e dalle 10 alle 16) è stata adottata dall’Abruzzo, dalla Calabria e dalla Campania (ad eccezione della provincia di Benevento). Turni differenziati anche in Friuli Venezia Giulia (tranne la provincia di Gorizia), Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana (ad eccezione della provincia di Lucca che già prevedeva esclusivamente una flessibilità in entrata). Unico turno d’ingresso per la Basilicata, l’Emilia Romagna, il Molise, la Sardegna (tranne la provincia di Cagliari che, solo per i licei, mantiene il doppio turno di ingresso) e Veneto (ad eccezione della provincia Treviso). Turno unico anche in regioni che avevano precedentemente scelto la differenziazione degli orari: Marche, Piemonte, Sicilia e Umbria.

Lazio: presidi contro lo scaglionamento – In primo piano, la questione Lazio e Roma. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli non ne vuol sapere degli scaglionamenti alle 8 e alle 10: “A Roma le esigenze dei trasporti sono prioritarie a quelle della scuola. Nella maggior parte delle province italiane ci hanno ascoltato mentre nella capitale c’è una rigidità che non aiuta. Se i ragazzi usciranno alle 16 quando studieranno? A che ora arriveranno a casa?”.

Interrogativi ai quali risponde il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Rocco Pinneri che proprio oggi pomeriggio ha avuto un incontro con i sindacati sulla questione: “Gli orari differenziati d’ingresso non si possono modificare. E’ l’assessorato ai Trasporti della Regione a chiederci di optare per questa soluzione. Le aziende altrimenti non sarebbero in grado di evitare affollamenti sui bus e gli assembramenti alle pensiline”. Rispetto alla proposta dall’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, di riflettere sulla riapertura il 7 gennaio, Pinneri è chiaro: “Noi facciamo quello che ci dice il governo salvo che l’assessore alla Sanità faccia un’ordinanza che ci impone altre date. Se D’Amato, sulla base dei dati che ha in suo possesso, ritiene necessario posporre il rientro delle superiori ha il potere di farlo. Noi vogliamo tornare al più presto in presenza perché finché proseguiamo con la didattica a distanza perdiamo gli studenti più fragili”.

Puglia: “Valuteremo se prorogare ordinanza sulla dad a scelta” – Dalla Puglia, intanto, l’assessore regionale all’Istruzione Sebastiano Leo, interpellato da ilfattoquotidiano.it fa sapere che tutte le ipotesi sono in campo: “Convocherò a breve un tavolo con l’ufficio scolastico regionale e le organizzazioni sindacali al quale sarà presente anche Emiliano. Valuteremo se partire il 7 e se confermare anche per le superiori l’ordinanza che ha consentito ai genitori della scuola primaria e secondaria di primo grado di scegliere tra didattica in presenza o a distanza”.

Sicilia verso il modello Scuola sicura del Piemonte – La Sicilia, dal canto suo, si prepara ad adottare il modello “Scuola sicura” del Piemonte per quanto riguarda lo screening. L’assessore all’istruzione di Palazzo d’Orleans, Roberto Lagalla, annuncia: “Stiamo pensando ad un campionamento sanitario con tamponi veloci volontari per tutta la popolazione scolastica delle superiori”. Nessun problema per la ripartenza: “Dall’8 come previsto dal nostro calendario si riparte con il 50% in presenza più disabili e bisogni educativi speciali e dal 18 arriveremo al 75%. Ci aspettiamo indicazioni dal Governo per le settimane successive al 15 gennaio”.

In Campania secondarie al via il 18 – Resta, infine, la Campania. Dall’ 11 gennaio riapre tutta la primaria. Il 7 riprenderanno solo le prime e le seconde elementari. Il 18 gennaio, tutte e tre le classi della secondaria di primo grado e da lunedì 25 la secondaria di secondo grado.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Mensa Lodi, la Corte d’Appello respinge il ricorso della giunta leghista: “La delibera discrimina i bambini extracomunitari”

next
Articolo Successivo

Scuola, nuovi dubbi sul rientro in presenza il 7. I sindacati: “Rinviare all’11 o 18 gennaio”. Presidi contro gli ingressi scaglionati

next