Come da programmi le scuole medie e superiori riapriranno in presenza dal 7 gennaio. Almeno fino al 15 però è prevista la didattica a distanza al 50%, come disposto dall’ultima ordinanza del ministro della Salute. A ufficializzare la ripartenza è una nota del Viminale che annuncia come le prefetture abbiano adottato i documenti operativi “all’esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le province in vista della ripresa, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza”. “Per quanto riguarda materne ed elementari, che erano già aperte a dicembre, nulla cambia e tutto continuerà come prima”, ha ricordato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ad Affaritaliani.it.

Zampa ha spiegato che “il 7 gennaio si ricomincia con la normale colorazione, giallo, arancione e rosso, sulla base delle misurazioni illustrate ogni settimana e che tutti conoscono, a partire dalle Regioni”. E “siccome le cose stanno andando meglio penso proprio che da giovedì 7 tutto il Paese sarà in zona gialla“. Nuove zone rosse nel 2021 “non si possono escludere, dipenderà dall’andamento dei dati”.

I documenti operativi adottati dai prefetti confermano la scelta di differenziare gli orari di ingresso e di uscita degli istituti scolastici nelle regioni Abruzzo, Calabria, Campania (ad eccezione della provincia di Benevento che ha riportato l’ingresso su un unico turno), Friuli Venezia Giulia (a eccezione della provincia di Gorizia), Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana (ad eccezione della provincia di Lucca che già prevedeva esclusivamente una flessibilità in entrata). Per quanto riguarda il potenziamento del sistema di trasporto pubblico locale, in queste Regioni i servizi aggiuntivi previsti dai documenti prefettizi, parametrati al 75% della popolazione studentesca interessata, saranno comunque operativi a partire dal 7 gennaio.

Hanno confermato l’organizzazione scolastica su un unico turno di ingresso Basilicata, Emilia Romagna, Molise, Sardegna (ad eccezione della provincia di Cagliari che, solo per i licei, mantiene il doppio turno di ingresso) e Veneto (ad eccezione della provincia Treviso, che ha confermato la scelta dei turni di ingresso del doppio turno di ingresso e uscita). Nelle regioni Marche, Piemonte, Sicilia e Umbria dove era stata prevista la differenziazione degli orari di ingresso e di uscita, la componente scolastica ha optato per riportare temporaneamente l’ingresso su unico turno, tenuto conto che la percentuale precedentemente prevista per il primo dei due turni di ingresso già corrispondeva al 50% della popolazione studentesca interessata. Anche per queste Regioni i servizi aggiuntivi verranno dispiegati secondo le indicazioni contenute nei documenti operativi prefettizi, salvo lievi riduzioni che potranno essere concordate con i rappresentanti del comparto regionale del trasporto.

“Tutti i prefetti hanno svolto un’opera preziosa di coordinamento per garantire la ripresa dell’attività didattica in presenza a partire dal 7 gennaio. Si è trattato di una operazione complessa che ha consentito di individuare per tempo soluzioni differenziate a livello territoriale, coniugando le esigenze del mondo scolastico con le risorse straordinarie stanziate per il comparto trasporti”, ha commentato la ministra dell’interno, Luciana Lamorgese. “Ancora una volta la rete delle prefetture è riuscita a definire modelli organizzativi condivisi frutto di un’opera di confronto costruttivo tra tutti i protagonisti dei tavoli, punto di raccordo tra i diversi livelli governo nazionale e territoriale, con l’obiettivo comune di riaprire le aule agli studenti in sicurezza già all’inizio del nuovo anno”.

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha espresso “grande soddisfazione per il risultato raggiunto”. “In pochi giorni – ha spiegato – i tavoli guidati dai prefetti hanno permesso di elaborare misure specifiche, territorio per territorio, e subito operative. Un lavoro di squadra di cui andare fieri. Nell’unico interesse di studentesse e studenti”.

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