Nessun consumo di giga per gli studenti e le studentesse costretti a seguire le lezioni da remoto. Lo prevede un accordo del governo con Tim, Vodafone e Wind Tre: gli operatori telefonici escluderanno le piattaforme usate per la didattica a distanza dal consumo di gigabyte previsto negli abbonamenti. Una soluzione per chi non può permettersi di avere a casa una connessione fissa a internet. Secondo l’Istat, infatti, il 25% delle famiglie italiane non ha il Wifi nella propria abitazione. I ragazzi, quindi, sono costretti a esaurire i loro abbonamenti dei telefoni cellulari, consumando tutto il traffico dati.

Da oggi però i giga usati per seguire le lezioni vengono congelati. Le ministre dell’Istruzione Lucia Azzolina, per le Pari opportunità Elena Bonetti, per l’Innovazione tecnologica Paola Pisano e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli hanno invitato i principali operatori di telefonia mobile a identificare soluzioni che agevolino i ragazzi nel seguire le lezioni da remoto. “Quando si affronta un’emergenza come quella che stiamo vivendo serve davvero il sostegno di tutti. Da marzo ad oggi lo Stato ha già investito oltre 400 milioni per il digitale a scuola. Iniziative come questa rafforzano l’impegno per supportare studentesse e studenti. Ringrazio chi ha aderito al progetto”, ha dichiarato Azzolina.

L’impatto, anche economico, della didattica a distanza sulle famiglie, pesantemente provate dalle pandemia, “è un nodo a cui le istituzioni devono una risposta fatta di soluzioni concrete”, ha detto Bonetti. L’accordo raggiunto oggi con le società di telecomunicazioni “è un passo che guarda in special modo alle situazioni familiari di maggiore disagio, che sono quelle più gravemente esposte al rischio di esclusione sociale e di povertà educativa”, ha sottolineato la ministra. La priorità del governo resta quella di garantire pari opportunità di accesso al diritto primario dell’istruzione.

La connettività è diventata un elemento “di inclusione sociale”, ha dichiarato invece Patuanelli, che ha sottolineato come le società di telecomunicazioni si mostrino collaborative “per garantire continuità del servizio di connessione, mantenendo elevati livelli di assistenza e agevolando, per tutte le famiglie, le attività essenziali”, come il lavoro da remoto e la didattica a distanza. Ringraziamenti alle società anche dalla ministra Pisano per aver risposto prontamente e positivamente all’invito del governo. “Siamo chiamati ad affrontare sfide complesse come formare i nostri giovani con la didattica a distanza. Il modo più efficace per farlo – ha aggiunto – e anche quello più etico è di creare progetti di solidarietà in cui pubblico e privato mettono insieme le loro energie per l’interesse della collettività”.

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