Tutti i santi giorni vanno a scuola o si collegano al computer per garantire l’istruzione ai nostri ragazzi, ma da settembre non hanno ancora ricevuto un centesimo di euro. Sono i 71.920 mila insegnanti e bidelli assunti con contratto a termine per l’emergenza Covid. A lanciare l’allarme dopo che da settimane i docenti e i collaboratori tentavano invano di far sentire la loro voce, sono le organizzazioni sindacali che ieri hanno avuto un incontro al ministero dell’Istruzione con Jacopo Greco direttore generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica, per porre sul tavolo la questione.

“Non è accettabile che a distanza di due mesi dalla data dell’attivazione dei contratti Covid l’Open Data NoiPa debba ancora mettere a punto le procedure tecniche per liquidare gli stipendi. E’ necessario un impegno politico della ministra Lucia Azzolina nei confronti del ministero dell’Economia e delle Finanze al fine di superare in tempi strettissimi le difficoltà tecniche (i soldi ci sono) che si frappongono al regolare pagamento degli stipendi dei supplenti”, spiegano Anna Maria Santoro e Francesco Sinopoli, segretario nazionale della Flc Cgil.

Il problema del ritardo nei pagamenti sembra essere solo di natura burocratica: il ministero dell’Istruzione ha disposto l’assegnazione delle risorse sui Pos delle scuole, ma quest’ultime non le visualizzano per un ritardo nella procedura informatica di acquisizione dei codici specifici utilizzati nel sistema di cooperazione applicativa con NoiPA.

Dalla Gilda arriva un ulteriore accusa: “Dalla verifica effettuata dopo l’emanazione del decreto firmato dai ministri Azzolina e Gualtieri per lo stanziamento delle risorse con cui retribuire gli incarichi relativi all’organico Covid, emerge che è stato sottostimato il costo degli stipendi sia degli insegnanti, sia del personale non-docente. Un errore, dovuto al disallineamento delle informazioni tra i due dicasteri, che ritarda gravemente il pagamento degli stipendi dei supplenti Covid nei casi in cui le scuole abbiano già impiegato l’intera somma assegnata dall’ufficio scolastico regionale e, dunque, adesso non abbiano i fondi sufficienti”.

Il problema principale della gestione degli attuali contratti è legato agli errori nei calcoli delle tabelle di costo del personale, che mancano di alcuni voci di spesa (dalle ferie agli assegni per il nucleo familiare).

“È emerso in particolare che l’elaborazione del cedolino prodotto da NoiPA – spiega la segretaria nazionale di Cisl Scuola, Lena Gissi – supera di circa 150 euro gli importi indicati nella tabella allegata al decreto interministeriale. A fronte di questa situazione, nei giorni scorsi dagli uffici scolastici erano giunte indicazioni alle scuole affinché sospendessero la stipula di nuovi contratti. L’Amministrazione ha presentato gli esiti di un monitoraggio effettuato sui contratti finora registrati, evidenziando che non tutto lo stanziamento risulta ad oggi impegnato e che vi è al momento un cospicuo margine di risorse ancora disponibili. Le scuole che, con i contratti stipulati, superano il budget loro assegnato fino al termine delle lezioni sono poco più di mille”.

Una prima soluzione è arrivata nel corso dell’incontro di ieri: una nota del ministero diramata nelle scorse ore invita gli uffici a colmare il fabbisogno delle scuole che registrano un’eccedenza nell’impegno di spesa, recuperando a tal fine le risorse delle scuole che al contrario registrano economie. A quest’ultime sarà rideterminato il budget per eventuali necessità di nuovi contratti. Dagli uffici di viale Trastevere assicurano che anche sulla questione dei ritardi degli stipendi si è aperto un tavolo che a breve dovrebbe sciogliere il nodo. Il Miur fa sapere che è in contatto con NoiPa per riuscire a sbloccare la situazione.

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