“L’Italia ha poco più del 90% dei Comuni fragili dal punto di vista del dissesto idrogeologico, quindi quasi l’80% del territorio italiano è a rischio. I fondi ci sono. In questo momento in cassa, e quindi senza ricorrere al Recovery Plan, ci sono circa 7 miliardi di euro a disposizione. Il problema è che ci sono lacci e lacciuoli di natura amministrativo-burocratica che impediscono la spesa“. Lo annuncia ai microfoni di “24 Mattino”, su Radio24, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che spiega: “Il dl Semplificazioni di agosto fortunatamente già interviene per rompere questi meccanismi burocratici e per sveltire le procedure comunali e regionali e quelle ovviamente di finanziamento. Essendo però un decreto di agosto, ha un tempo preciso di ricaduta materiale”.

Il ministro assicura la velocità di applicazione di alcune parti del decreto Semplificazioni e sottolinea: “I Comuni maggiormente aggrediti dal dissesto idrogeologico sono per lo più paesi della dorsale appenninica o delle Alpi. Sono Comuni piccini, non hanno uffici tecnici robusti e strutturati per fare grosse e importanti progettazioni. Bene, il ministero dell’Ambiente mette a disposizione di questi Comuni la sua struttura di ingegneria progettuale ambientale e di assistenza tecnica specialistica, cioè la Sogesid, che ti dà una mano e così non sei lasciato solo. Abbiamo ristrutturato il ministero dell’Ambiente proprio per fare una direzione generale di super-specialisti solo per il tema del dissesto idrogeologico, togliendo il resto che c’era negli anni precedenti – continua – I 7 miliardi in cassa? Per accelerare i tempi di sblocco, abbiamo definito un quadro politico nel quale dare ai Comuni anticipo di risorse, perché spesso il rischio è quello di non cantierare materialmente un progetto perché non si ha l’anticipo di soldi. Sono tragicamente banalità amministrative, ma la voglia di superare questo problema è di tutti, a prescindere dal colore politico. Siamo tutti dalla stessa parte. Ora però finalmente il treno sta partendo, vivaddio”.

Costa, infine, si pronuncia sul decreto “Terra mia”, così chiamato in omaggio alla celebre canzone di Pino Daniele: “Doveva approdare nel Cdm di questa sera, ma c’è bisogno di qualche piccola rifinitura ancora. Avremo una riunione in maggioranza nei prossimi giorni, quindi penso che arriverà in Cdm tra una decina di giorni. Questo decreto è l’evoluzione della legge sugli ecodelitti del 2015, legge che ha funzionato bene e che io conosco benissimo, perché l’ho applicata da generale e da investigatore. Tuttavia, in alcuni casi inciampava – conclude – Non si tratta assolutamente di una legge ‘manettara’, perché non entra nella logica del ‘castighiamo tutti’ e lo possiamo dimostrare in atti giuridico-amministrativi: tutti quelli che vogliono risanare l’ambiente vengono aiutati a farlo, mentre i criminali vengono trattati da criminali. Ho già sentito gli altri componenti della maggioranza e non c’è opposizione su questa legge. Tensione con Andrea Orlando? Assolutamente no. Peraltro, è stato lui il costruttore della precedente norma e, dai tempi in cui ero generale, con lui ho un rapporto di stima. E non lo dico retoricamente. è proprio vero”.

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