Il primo ministro olandese, Mark Rutte, risponde con un mezzo sorriso ai giornalisti che gli chiedono alla vigilia del quarto giorno di Consiglio europeo “quanto sia vicino un fallimento”. “Non abbiamo ancora trovato una soluzione per uscirne, (il negoziato, ndr) potrebbe fallire ancora“. Ma nonostante le frizioni con i Paesi mediterranei, in testa l’Italia, per la ripartizione delle risorse del Recovery Fund tra prestiti e sussidi e chi dovrà decidere sull’erogazione e il controllo sull’uso dei soldi europei, subordinato a un piano di riforme, si dice “ottimista”. “L’altra notte – aggiunge – ho pensato che fosse finita”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Recovery fund, Sassoli preme sui leader: “Senza nuove risorse proprie e difesa dello Stato di diritto il Parlamento Ue non darà il consenso”

next
Articolo Successivo

Recovery Fund, più che Paesi ‘frugali’ li chiamerei ‘bulimici’: così si rischia la rottura definitiva

next