Ancora questi orsi che si ostinano a fare… gli orsi!

Pare proprio che non la vogliano capire questi orsi trentini.

Vivono nei boschi, cercano di nascondersi e di allevare i loro cuccioli in pace e tranquillità, ma anche questa volta, due uomini, due cacciatori (loro dichiarazione) in cerca di prede da identificare per la caccia settembrina, incontrano una mamma orsa (forse, o forse no, chi lo sa?).

Mi dispiace, ovviamente, e qui lo dico subito, per l’aggressione a due persone; ma mi va di dire che c’è un però!

Però, che ci facevano alle sei di sera in mezzo ai boschi, a cercare future prede, girando in silenzio e senza fare rumore ( lo hanno dichiarato loro) in mezzo a boschi notoriamente popolati da orsi e, si sa, in questo periodo con cucciolate a seguito? Tra l’altro, scusatemi, ma abitando in zona lo sapevano benissimo che gli orsi sono presenti! Le indicazioni che vengono date ai turisti sono di fare rumore, parlare ad alta voce, non girare in silenzio; già, scusate, loro non sono turisti, sono della zona, il bosco è loro, dimenticavo!

Sempre la stessa storia, si ripete periodicamente e sistematicamente, con persone del luogo, in genere, guarda, guarda, avventori sprovveduti che non si cautelano, pur conoscendo a detta loro, la zona.

Sempre e di nuovo, l’uomo ha l’arroganza di voler possedere tutto; i boschi sono degli umani, cari orsi, come vi permettete di fare gli orsi e difendere i vostri piccoli?

Appena giunta la notizia, il presidente Maurizio Fugatti, senza nemmeno battere ciglio, davanti ai microfoni di radio e TV annuncia l’ordinanza di abbattimento. Senza nemmeno sapere perché l’orso o orsa (non si sa nemmeno questo) abbia attaccato i due sventurati e, permettetemi anche sprovveduti, cacciatori del luogo.

Passa qualche ora ed ecco qui l’ordinanza di abbattimento. Detto, fatto.

Un giretto di telefonate me lo sono fatto, ad alcuni amici della Val di Non (la mia valle originaria, il mio cognome è di quelle parti e da ragazzino passavo le estati in quei boschi) e pare che giri la voce, ovviamente nei bar dei paesi, che l’orso aggressore fosse travestito da cinghiale, per nascondersi meglio. Se la voce fosse vera, dire che l’ordinanza di abbattimento di un’orsa o orso, senza nemmeno aver approfondito i fatti, mi pare davvero azzardata e indicatrice di pressapochismo del nostro rampante presidente Fugatti. Celere e veloce nel prendere provvedimenti quando si tratta di orsi da abbattere o da rinchiudere, pressoché assente nel progettare strategie di informazione sulle corrette prassi da seguire in caso di incontro di orsi ( o cinghiali). Lo dimostra il fatto che i due esperti cacciatori giravano in silenzio assoluto per i boschi.

Sono molto preoccupato per questa situazione politica trentina, che va orgogliosa della sua propensione al rispetto della natura e della biodiversità, a parole, e poi non perde nemmeno un attimo per decretare la morte di un essere vivente che nulla ha fatto tranne ciò che madre natura gli ha insegnato; l’ho detto diverse volte, siamo arroganti come specie dominante del mondo e non abbiamo rispetto per i luoghi che sono degli animali, arrogandoci il diritto spudorato di entrare in casa loro senza rispettarne le regole. E, poi, inevitabilmente, succedono queste cose. Ma quel mio amico al bar, non stava scherzando… parlava di cinghiali… mah!

La verità non verrà mai fuori, perché l’imputato “orsa” non ha diritto di parola, ma dovrà subire la condanna già decretata. E lo sapete cosa succederà ai suoi cuccioli, se davvero fosse un’orsa con prole? Probabilmente abbattuti anche loro, dato che non sopravvivrebbero senza la madre, poiché troppo piccoli. Agghiacciante, vero? Nel nome della sicurezza dei cittadini; quei cittadini, cacciatori che uccidono animali, ma che non hanno rispetto dell’ambiente naturale di cui sono invasori, non proprietari.

Comunque, ai due cacciatori sprovveduti sinceri auguri di pronta guarigione; all’orsa, un augurio di riuscire a scappare dalle ire funeste di un Trentino che non riconosce più la necessità di vivere in armonia con la natura e la usa solo per fini propagandistici.

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