“Un atto gravissimo, inaccettabile e intollerabile“. Così la Rai condanna le pesanti minacce subite dalla sua giornalista del Tgr Calabria Erika Crispo, vittima di intimidazioni per aver svolto un servizio sulla gestione del parco acquatico comunale di Rende, in provincia di Cosenza, costato circa 20 milioni di euro di soldi pubblici. L’azienda di Viale Mazzini esprime vicinanza e solidarietà alla giornalista. Solidarietà che arriva anche dal senatore del M5s e presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra: “Questa è la cosiddetta Calabria felix. Solidarietà alla giornalista Erika Crispo”, ha scritto su Twitter, citando il libro di Dominique-Vivant Denon.

“Tu sei una testa di cazzo Erika”. E ancora: “Ti distruggo. Sei una bastarda. Ti vengo a distruggere casa”. Sono alcune delle frasi (qui l’audio) che il responsabile tecnico della società Parco Acquatico 4.0, Antonio Vivacqua, ha rivolto alla giornalista Crispo dopo il suo servizio. Minacce e insulti pesanti. Anche per questo il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, su Twitter chiede la Rai si costituisca parte civile.

Intanto altre manifestazioni di solidarietà sono arrivate dal coordinamento del Pd di Rende: “Chiediamo con forza che il sindaco esprima vicinanza alla giornalista, faccia chiarezza accertandosi della posizione debitoria della società nei confronti del Comune e nei confronti dei dipendenti tutti, revochi l’affidamento della struttura all’attuale gestione”. Noi “e la città – conclude il Pd rendese – pretendiamo la verità, ma, soprattutto, la serenità di vivere in una comunità limpida come le acque del Parco che vogliamo”.

Le prime manifestazioni di vicinanze sono arrivate già venerdì sera da parto del comitato di redazione del Tgr Calabria: le frasi che sono state rivolte a Crispo “non possono essere tollerate”, si legge in una nota firmata da tutta la redazione e dall’esecutivo Usigrai che “condannano con forza” le frasi in questione. “Non si possono accettare minacce e intimidazioni – scandiscono – Erika Crispo e tutti noi continueremo a svolgere il nostro lavoro con professionalità, attenzione e coraggio, raccontando quello che accade senza censure“.

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