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Tv di Stato iraniana: “Alcuni Paesi europei negoziano con Teheran il passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz”

"A seguito del passaggio di navi provenienti da Paesi dell’Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie", dice l'emittente
Tv di Stato iraniana: “Alcuni Paesi europei negoziano con Teheran il passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz”
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Non guerra ma diplomazia. I Paesi europei, o almeno alcuni, hanno deciso che per favorire la ripresa dei transiti dallo Stretto di Hormuz è meglio dialogare con l’Iran e non imporre, come chiesto e fatto dagli Stati Uniti, un ulteriore blocco della navigazione. Secondo la tv di Stato iraniana, alcune cancellerie d’Europa hanno avviato colloqui con Teheran: “A seguito del passaggio di navi provenienti da Paesi dell’Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie” per ottenere il permesso di transito, hanno riferito senza specificare quali Paesi.

Se confermato, si tratterebbe di una svolta nella gestione della crisi energetica da parte del cosiddetto blocco occidentale che, così, si troverebbe diviso. Da una parte ci sono gli Stati Uniti che, col sostegno nemmeno troppo sotterraneo delle petromonarchie del Golfo, Emirati Arabi su tutte, puntano a mettere alle strette la Repubblica Islamica mantenendo a loro volta un blocco sullo Stretto. Per realizzarlo al meglio, Donald Trump aveva preteso, più che chiesto, il supporto degli alleati della Nato che, però, hanno negato la propria partecipazione a quella che è a tutti gli effetti un’operazione militare non difensiva e quindi al di fuori delle prerogative del Patto Atlantico. Mossa che aveva fatto arrabbiare il presidente americano, tanto da portarlo a minacciare ritorsioni non solo contro la Spagna, Paese che più di tutti ha osteggiato la guerra d’aggressione iniziata da Usa e Israele, ma anche governi più vicini a Washington come quello britannico e italiano.

L’altra faccia del blocco occidentale è quindi quella che oggi, stando alle rivelazioni della tv iraniana, fa capo ai Paesi che hanno scelto di dialogare con gli ayatollah per evitare che lo stop ai flussi energetici inneschi una crisi di approvvigionamento e di prezzi ancora peggiore di quella attuale. Altra mossa che depotenzia così l’azione americana e non piacerà quindi alla Casa Bianca che, a questo punto, è chiamata a dare una risposta.

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