“Siamo in dirittura d’arrivo per un’associazione che ci unisca tutti e per un esposto collettivo“. Lo ha detto Alessandro Azzoni, portavoce del Comitato Verità e Giustizia per le vittime del Pio Albergo Trivulzio, al termine dell’incontro di una delegazione dei parenti della più grande Rsa di Milano con il prefetto Renato Saccone. “In questa occasione abbiamo anche anticipato al prefetto che martedì 16 giugno, due mesi esatti dopo la costituzione del nostro Comitato, verrà presentata alla stampa l’associazione da noi costituita”.

“Il prefetto ci ha rassicurato molto e dalla settimana scorsa si è attivato presso la dirigenza per portare avanti le istanze di farci incontrare i nostri parenti”, ha continuato Azzoni, “ha chiesto alla dirigenza di attivare un protocollo da lunedì e ci auguriamo che, dalla prossima settimana, questo protocollo sia attuato e dia la possibilità alle famiglie di incontrare su appuntamento e con incontri protetti i nostri parenti”, ha aggiunto Azzoni, precisando che “il prefetto seguirà tutto il processo e ci farà garante“.

I familiari delle vittime della più grande Rsa di Milano hanno raccontato le loro testimonianze che Saccone “ha ascoltato con molto interesse” e “si è detto vicino alle nostre famiglie ma naturalmente lascia alla magistratura il compito delle indagini”, ha detto il portavoce del Comitato ricordando che le vittime “non sono numeri, sono persone, famiglie distrutte e vite spezzate: sono la nostra memoria che è perduta”.

“La determinazione di tutti i parenti, non solo del Pat ma di tutte le Rsa lombarde che sono state colpite, è capire se ci sono state responsabilità e ritardi e negligenze” nella gestione dell’emergenza Coronavirus. “Siamo sicuri – ha concluso Azzoni -, in base alle testimonianze che abbiamo appreso in modo diretto, che non tutto quello che si sarebbe dovuto fare per evitare che l’epidemia dilagasse con questa forza è stato fatto”

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