Il finanziamento per le scuole paritarie è pronto a creare l’ennesimo mal di pancia nella maggioranza di Governo. Nei prossimi giorni si preannuncia una battaglia su questo fronte. A chiedere un incremento del fondo già stanziato di 150 milioni di euro per le paritarie è in primis Italia Viva ma a firmare un appello per aumentare gli stanziamenti c’è un fronte trasversale di parlamentari “cattolici”: Maurizio Lupi, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà; Flavia Piccoli Nardelli del Partito Democratico; Paolo Lattanzio del Movimento Cinque Stelle; Gabriele Toccafondi di Italia Viva, Valentina Aprea di Forza italia, Giancarlo Giorgetti della Lega e Fabrizio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Una richiesta respinta dal M5S che tranne Lattanzio si presenta compatto nel dire un no tassativo ad altri soldi a vantaggio delle paritarie. Il primo a sollevare la questione è stato l’onorevole Gianluca Vacca, capogruppo in commissione Cultura e istruzione alla Camera, che nei giorni scorsi rilasciando un’intervista a Micromega ha detto: “Lo stanziamento introdotto è già importante ed è stato fatto per fronteggiare l’emergenza. Il Movimento si opporrà a ogni proposta che vada nella direzione di un incremento del fondo. La scuola in Italia è pubblica e laica. Abbiamo già fatto un’eccezione per salvare soprattutto i posti di lavoro”. Vacca si riferisce allo stanziamento di 80 milioni per le scuole paritarie del ciclo zero-sei anni e all’ulteriore fondo di 70 milioni di euro per le primarie e le secondarie.

Sulla stessa linea di Vacca, Luigi Gallo (M5S), presidente della commissione Cultura e istruzione della Camera: “Già c’è stata una risposta come quella che abbiamo dato per altre realtà del Paese perché ci sono state persone che sono scivolate nella povertà. Nel quadro delle difficoltà abbiamo messo a disposizione delle risorse anche per le paritarie ma se qualcuno pensa di utilizzare questo grimaldello per cambiare lo scenario politico e aumentare i finanziamenti alle paritarie approfittando della situazione di emergenza, il movimento dirà un secco no”. La somma di 150 milioni per i Cinque Stelle è sufficiente per fronteggiare questa situazione. Non la pensa così, invece, Valentina Aprea onorevole di Forza Italia: “Quei soldi non bastano. E le spiego il perché: 80 milioni sono solo per la scuola dell’infanzia paritaria ma la scuola italiana potrebbe avere problemi anche con la chiusura delle scuole paritarie degli altri ordini. Se dovessero fermarsi si creerebbe un ulteriore danno economico ma soprattutto sarebbe problematico ora mentre abbiamo limiti di spazi e di numeri. I 70 milioni per tutte le altre scuole sono nulla per consentire ai gestori di adeguare gli spazi e provvedere ai dispositivi di sicurezza e sostenere le famiglie”.

Il gruppo trasversale che ha firmato l’appello è pronto a dar battaglia in Parlamento dove chiederanno 300 milioni di euro. Una richiesta che Vacca e Gallo hanno già annunciato di rispedire al mittente: “La Costituzione – ha spiegato Vacca sempre su Micromega – dice chiaramente che le scuole e gli istituti di educazione privati non devono essere un onore per lo Stato”. Parole che la Aprea bolla come “risposta ideologica”: “Se le scuole paritarie dovessero chiudere lo Stato avrebbe un danno maggiore dei finanziamenti che chiediamo. Sarà una battaglia prioritaria. Ci auguriamo che lo sia anche per altre forze politiche della maggioranza”. E già si pensa a qualche altro esponente del Partito Democratico.

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Elementari, dal prossimo anno non più voti ma giudizi. “I bambini non possono essere considerati numeri”

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