Affacciati sui balconi sventolando lenzuoli bianchi. A causa dell’emergenza coronavirus non ci saranno cortei e piazze piene per ricordare le vittime delle stragi di Capaci e di via d’Amelio del 1992, ma nel giorno dell’anniversario, il 23 maggio, in programma ci sarà un flash mob, ‘Palermo chiama Italia al balcone’, organizzato dalla Fondazione Falcone.

Come accadde dopo le stragi del 1992, quando i cittadini riempirono di bianco Palermo per gridare ‘no alla mafia’, la Fondazione invita tutti i cittadini ad appendere i propri lenzuoli bianchi ai balconi e ad affacciarsi alle 18 per ricordare e commemorare la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, dell giudice Paolo Borsellino e degli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. I canali social della Fondazione Falcone – le pagine Fb e Instagram – e la pagina Fb ‘Palermo Chiama Italia’, costruita per l’evento, racconteranno in diretta la giornata: dal flash mob al progetto ‘Storie di Noi‘ con i testi di Beatrice Monroy e Giuseppe Provinzano che ne è anche regista: in scena i ricordi personali di decine di cittadini comuni, legati ai 53 giorni che separano le due stragi del 1992.

Per la giornata del 28esimo anniversario degli attentati mafiosi, la Rai ha previsto due appuntamenti in ricordo delle vittime in diretta su Rai Uno: “Uno Mattina in Famiglia” e “ItaliaSì”. La prima si muoverà tra passato e presente rivivendo virtualmente il viaggio che la Nave della Legalità, ogni anno, ha fatto salpando da Civitavecchia e raggiungendo Palermo con a bordo migliaia di ragazzi. Quest’anno, peraltro, la Nave Splendid della Snav, usata tradizionalmente per l’evento, è stata trasformata in ospedale galleggiante per gli ammalati di Covid-19. Nel corso del programma verranno raccolte le testimonianze delle scuole che hanno partecipato negli anni scorsi al viaggio e i racconti di docenti e studenti che in queste settimane hanno proseguito la didattica da remoto. Previsto anche un collegamento con il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Nel pomeriggio del 23 maggio, nel corso della trasmissione “ItaliaSì”, verranno ricordati gli agenti caduti a Capaci e in via D’Amelio con la deposizione di una corona di fiori presso il reparto scorte della Caserma Lungaro di Palermo, a cui prenderà parte Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo scorta del giudice Falcone. Interveranno anche i vertici delle istituzioni e di esponenti del mondo dell’associazionismo antimafia.

Scrivendo il nome delle vittime, una frase che ha colpito del libro di Giovanni Falcone “Cose di Cosa Nostra” e scattandosi una foto pubblicata poi su Instragram, si potrà partecipare alla nuova edizione #EranoSemi. La campagna è stata lanciata da WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie, insieme alla Fondazione Falcone e all’Associazione quarto savona quindici. Le immagini più belle verranno poi pubblicate come post sui profili social di WikiMafia. Sui canali Facebook e YouTube di WikiMafia, invece, dalle 11.30 si terrà una diretta dal Giardino della Memoria di Capaci con Tina Montinaro, Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, insieme ad altri ospiti e dalle 17.15 verrà trasmesso il flash mob dei lenzuoli bianchi da Milano e Palermo.

“In questa drammatica emergenza – ha spiegato Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone – si è scelto di celebrare il coraggio degli italiani che si sono messi al servizio del Paese in uno dei momenti più drammatici della sua storia recente. Medici, infermieri, esponenti delle forze dell’ordine, insegnanti. Donne e uomini che hanno reso straordinario il loro ordinario impegno mostrando un’etica del dovere che richiama uno dei più grandi insegnamenti che ci ha lasciato Giovanni Falcone ”.

Ricordando i giorni delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, il presidente di viale Mazzini Marcello Foa ha anche osservato: “Sappiamo quanto quelle due date siano impresse nella memoria collettiva degli italiani, quanta rabbia suscitarono in noi. Ma ricordiamo anche lo straordinario spirito che pervase il Paese e come tutti ci stringemmo intorno allo Stato che seppe rispondere con efficacia alla sfida che gli era stata lanciata”.

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