Leggi La signora del martedì (edizioni E/O) di Massimo Carlotto e rimani con l’amaro in bocca. C’è una sorta di sogghigno grottesco a permeare il tono di questo noir sardonico e omicida che in certi momenti assume i contorni di una cinica farsa. Intanto c’è la deformazione buffa, cruda e sporcacciona di personaggi, luoghi e situazioni. Intanto c’è Bonamente Fanzago, l’attore porno che post ictus si deprime e piange sia sul set che di fronte all’amore per una signora (del martedì) che lo usa come gigolò per un’ora settimanale di sesso nella pensione Lisbona. Questo è un alberghetto fantasioso gestito dal signor Alfredo, un travestito dalla solitudine rabbiosa, sfrontata e un po’ sadica, talmente affezionato a Bonamente fino ad uccidere. In mezzo la signora del titolo, tal Nanà, dal passato criminale e un presente come scrittrice di fiabe per bimbi. Le incursioni involontariamente parodiche nelle intemerate dei duri che uccidono, fanno scomparire cadaveri, menano fendenti, fanno scintille con il fil rouge del racconto, ovvero il tentativo dei presunti colpevoli – pian piano lo diventano praticamente tutti – di sfuggire da occhi indiscreti, media e social più assassini degli assassini. Se non ci fosse un latente, urgente, e per certi versi doloroso, richiamo autobiografico nelle figure di ogni perseguitatoingiustamentefuggiasco il romanzo di Carlotto potrebbe quasi finire nel girone fantastico di un realismo magico alla sudamericana. Solo che gli manca il disincanto e la leggerezza della metafora, la fuggevolezza di un sentimento universale, che non vada oltre vendicative lezioni morali sul contemporaneo. A suo modo, e forse volutamente, un romanzo sinistro e inquietante. Voto: 5

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Lo scaffale dei libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti, da Antonio Manzini a Massimo Carlotto, da Giorgio Scerbanenco a Abir Mukherjee

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