Emanuele Castrucci, il professore di filosofia del diritto che aveva twittato a favore di Hitler, ha chiesto e ottenuto di andare in pensione. La richiesta del professore ha così bloccato la domanda di destituzione che ne avrebbe provocato il licenziamento. Il rettore dell’Università di Siena, Francesco Frati, ha disposto con decreto il collocamento in pensione di Castrucci a decorrere dal 1 gennaio 2020. Il docente è nato a Monterosso al Mare, in provincia di La Spezia, il 3 giugno 1952 e ha già maturato l’età pensionistica, pur potendo rimanere in attività accademica fino ai 70 anni.

Giovedì mattina si è riunita la sezione riservata ai professori di prima fascia del collegio di disciplina dell’università, per esaminare “gli atti trasmessi dal rettore in relazione alla proposta di sanzione per il prof. Emanuele Castrucci“. Durante la riunione, il collegio ha esaminato gli atti trasmessi dal rettore, insieme al materiale accessorio utile per valutare i profili disciplinari connessi alle esternazioni del professor Castrucci. Tra gli atti esaminati, vi è anche il decreto rettorale che dispone il pensionamento. Il collegio di disciplina ha deciso, per acquisire ulteriori elementi di giudizio, di convocare, oltre all’interessato, alcuni rappresentanti degli studenti della facoltà di Giurisprudenza e il presidente del comitato della didattica.

Il procedimento disciplinare sanzionatorio va comunque avanti. Il rettore aveva già bloccato tutte le attività didattiche di Castrucci, impedendo anche la sua partecipazione agli esami, alle lezioni e al ricevimento degli studenti. Il filosofo è indagato dalla procura di Siena, che ha ipotizzato il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, aggravata da negazionismo. La procura, diretta da Salvatore Vitello, aveva chiesto anche il sequestro del profilo Twitter del docente, ma il gip del tribunale senese, Roberta Malavasi, ha rigettato l’ordinanza sostenendo che in quei tweet non ci sarebbero gli estremi del reato di propaganda e istigazione all’odio razziale, ma solo una rilettura storica e apologetica della figura di Hitler.

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