La sindaca di Roma, Virginia Raggi, non si è ancora esposta, nonostante la sua maggioranza non lo voglia (almeno per ora), pur tra tentennamenti e distinguo. Ma il nodo inceneritore resta ancora irrisolto nella Capitale. Un caso politico che rischia di creare più di un grattacapo anche a livello nazionale al M5s, da sempre e storicamente contrario. Tutto era partito dalla soluzione proposta dal presidente di Ama Spa, Stefano Zaghis (ex responsabile della campagna elettorale alle comunali 2013), manager nominato nelle scorse settimane dalla stessa sindaca Raggi alla guida della municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti in città. Ovvero, un piano industriale 2019-2024 dal valore di 520 milioni di euro, che prevede la possibilità di realizzare un termovalorizzatore “di nuova generazione” da 700mila tonnellate, oltre che due nuovi impianti tmb, due centri di compostaggio con annessa produzione di biogas e un termovalorizzatore, tutti di proprietà dell’Ama e all’interno del territorio capitolino.
Se la sindaca ancora riflette, a rompere il silenzio era stata prima la delibera (pur non vincolante per Raggi) con la quale di fatto la maggioranza M5s bocciava l’idea dell’inceneritore. Poi le parole nette di Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente: “La linea del Movimento 5 stelle è ‘no agli inceneritori’ e ‘sì alla differenziata’ attraverso la strategia dei rifiuti zero”, aveva rivendicato. In realtà, però, la questione è più complessa, anche per le divisioni interne dentro il M5s laziale. Se Diaco si era preso la responsabilità di riferire a nome non solo del M5s romano, ma anche nazionale, altri consiglieri capitolini erano stati più aperturisti: “La mia opinione è che un impianto di dimensioni ridotte, cui conferire in modo sempre più ridotto, sia una soluzione inevitabile”, aveva spiegato Angelo Diario.
E sul fronte nazionale? Se i vertici non hanno affrontato la questione, alla Camera dei deputati nel corso di una conferenza dal titolo “Inceneritori no grazie, ecco perché” è stata la capogruppo in commissione Ambiente, Ilaria Fontana, a rivendicare: “Raggi deve respingere il piano? La nostra linea è chiara, ho chiesto anche io una posizione netta, ma non ho letto documenti ufficiali. Sono certa che faranno la scelta migliore”. “L’inceneritore va rifiutato“, spiega pure il deputato Alberto Zolezzi (deputato M5s delle commissioni Ambiente ed Ecomafie e autore del dossier presentato a Montecitorio), pur tra cautele e precisando a sua volta di non aver letto nulla di ufficiale. Ma alla fine, anche se il caso resta delicato e la difesa dell’amministrazione pentastellata romana resta, il giudizio è chiaro: “Ci sono alternative, bisogna puntare sulla differenziata. Poi è chiaro che se serva un sito temporaneo per i rifiuti in una situazione di emergenza probabilmente sarà da considerare. Immaginare deroghe per un inceneritore a Roma? Al momento non le diamo su nulla”. Tutto in attesa che Raggi prenda posizione.

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