L’ormai conclamata spaccatura del M5s nel Lazio mette in crisi Virginia Raggi sul fronte della gestione dell’emergenza rifiuti. Mentre questa mattina in Regione è partito l’iter che potrebbe portare Nicola Zingaretti a commissariare la sindaca e indicare lui la nuova discarica della Capitale – in sostituzione di quella di Colleferro, nella Valle del Sacco, che chiuderà anticipatamente il 15 gennaio – si scopre che è un ordine del giorno proposto dal pentastellato Marco Cacciatore, approvato dal Consiglio regionale il 27 novembre scorso, a mettere ancora più in difficoltà il Campidoglio.

Il presidente della Commissione regionale rifiuti, originario del vicino comune di Marino, ha infatti ottenuto dall’Assise il via libera a inserire nel prossimo piano rifiuti regionale l’individuazione “nel territorio di Roma Capitale di un ambito a se stante”, quando la Giunta dem aveva previsto solo un “sub-ambito”. In parole povere, mentre Zingaretti e il suo assessore Massimiliano Valeriani avevano immaginato per Roma solo una tendenza all’autonomia del ciclo dei rifiuti che potesse però continuare ad appoggiarsi sulla provincia, con la proposta di Cacciatore la città di Roma dovrebbe fare tutto all’interno dei propri confini. Esattamente il principio contro il quale si sta battendo Virginia Raggi. Anche perché l’effetto inatteso sarebbe per la Capitale non potrebbe usufruire nemmeno della futura fabbrica di recupero materiali che la società regionale Lazio Ambiente vuole realizzare al posto dell’inceneritore di Colleferro.

Il provvedimento dunque va ben oltre i richiami all’ordine di Zingaretti nei confronti di Raggi e della sua amministrazione, grazie a un asse trasversale fra i pentastellati – stretti attorno all’alleanza con la capogruppo Roberta Lombardi (cui si annoverano anche Devid Porrello, Valerio Novelli e Loreto Marcelli) – e, in questo caso, i non romani degli altri partiti. Cacciatore da giorni punta il dito contro il Campidoglio.

“Da 5 Stelle – ha detto ieri – mi piacerebbe che il Comune scegliesse, dimostrando responsabilità e cogliendo l’occasione di individuare aree che risparmino i territori già massacrati negli anni”, non dimenticando di sottolineare nella sua mozione come “l’aumento della raccolta differenziata dal 2016 al 2019 si è attestato a non oltre il 6%. Linea portata avanti in Campidoglio in asse con Simona Ficcardi, che nel suo intervento di martedì in Assemblea capitolina ha chiesto “scusa ai cittadini” per “il fallimento” delle politiche sui rifiuti avviate nel 2017 e si è smarcata – con tanto di lite furiosa con il capogruppo – dalle posizioni del resto del gruppo.

Intanto in Campidoglio si continua a ragionare sul da farsi. “Gli uffici stanno valutando se impugnare” l’ordinanza di Nicola Zingaretti, scaduta ieri a mezzanotte. L’iter avviato questa mattina porterà la capo dipartimento regionale, Flaminia Tosini, a redigere una relazione che non arriverà sulla scrivania del governatore ragionevolmente prima di lunedì mattina. Solo a quel punto verranno prese decisioni sull’eventuale commissariamento. “Le partite finiscono al 90’, ma poi c’è anche il recupero”, ha detto il capogruppo capitolino, Giuliano Pacetti.

La riunione di maggioranza di ieri sera in Campidoglio, a quanto si apprende, sarebbe finita con una nuova fumata nera, ma anche alla luce dello zampino di Cacciatore sul piano rifiuti, si starebbe profilando l’idea di indicare un “sito temporaneo”, eventualmente da revocare in presenza del provvedimento regionale che non verrà approvato in Consiglio prima del mese di febbraio (con l’Unione Europea che preme).

Nonostante dalla Regione Lazio spingano per Falcognana, sulla via Ardeatina nei pressi del Divino Amore, in pole position sembra esserci una cava nella zona di Tragliatella, a nord di Roma, vicino al lago di Bracciano. L’ipotesi ha fatto saltare dalla sedia buona parte del centrosinistra regionale, dalla neo capogruppo di Italia Viva, Marietta Tidei, al dem Emiliano Minniti, passando per il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci: “Sarebbe un provvedimento folle da parte di Virginia Raggi”, affermano in un comunicato congiunto. Dimenticando, probabilmente, che la sindaca andrebbe solo a rispettare, e mal volentieri, l’ordinanza di Zingaretti.

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