Ilva e Alitalia? “Sono i due tavoli più complessi tra quelli aperti al Mise sulle crisi industriali. A oggi le vertenze aperte sono 149, in linea con gli ultimi cinque anni, il cui dato medio è di 151″. A dirlo, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, riferendo alla Camera sui tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo economico, nel corso di un’informativa urgente.
Sull’Ilva, però, il ministro non ha scoperto le carte del governo, attirandosi l’ira delle opposizioni di centrodestra. “Evidente che in questo momento ci siano interlocuzioni, altrettanto evidente è che ci sia un percorso giudiziario che riteniamo immotivato perché non ci può essere un diritto all’esercizio di recesso“, si è limitato a dire Patuanelli. E ancora: “Stiamo chiedendo ad ArcelorMittal di recedere da questo diritto, che non ha, al fine di creare le condizioni per sedersi attorno a un tavolo e affrontare la situazione industriale, che deve essere al centro della discussione, così da tutelare il settore, i lavoratori e l’indotto“. Parole alle quali ha replicato la forzista Mariastella Gelmini: “Questo lo sapevamo già, dovevate venire qui a chiedere scusa per aver tolto lo scudo penale”, ha attaccato la forzista. Mentre la Lega ha provocato: “Per noi Mattei era un genio, non so se per voi fosse un inquinatore dell’ambiente”.
Su Alitalia, invece, Patuanelli ha precisato di ritenere che “ci siano le condizioni che mi fanno essere parzialmente ottimista”. Ma aggiungendo: “Bisogna attendere che il consorzio scriva ai commissari e le loro considerazioni conclusive e le determinazioni conseguenti. Attendo domani alla scadenza dell’ultima proroga concessa al costituendo consorzio”.
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Lega, in Sicilia l’ex berlusconiano Nino Minardo va con Salvini: nel 2014 è stato condannato in via definitiva per abuso d’ufficio

prev
Articolo Successivo

Sardine, bello scendere in piazza senza bandiere. Il difficile viene dopo, M5s docet

next