Quando i genitori della quarta elementare dell’Istituto Ada Negri di Cornegliano Laudense, in provincia di Lodi, hanno scioperato per “l’aggressività” di una bimba disabile, l’alunna non aveva tutte le ore del sostegno coperte. Il caso risale a inizio ottobre e ha visto coinvolti genitori, insegnanti e servizi perché si arrivasse a una soluzione. “Oggi”, spiega a ilfattoquotidiano.it Giovanni Barin, vicepresidente della onlus Genitori Tosti in Tutti i Posti di Lodi, “tutti gli alunni stanno frequentando la scuola, compresa la bimba, che, grazie all’intesa con i servizi, ha la copertura completa del sostegno e assistenza scolastica”. Second Barin, “la vicenda mette in luce che queste complessità dovrebbero avere un’attenzione ben più profonda e tempestiva da parte degli enti statali e locali che affiancano la scuola”. L’associazione LEDHA ha chiesto di “abbassare i toni” e ha offerto aiuto legale ai genitori della bimba attaccati in rete.

Barin: “L’alunna con disabilità non aveva la copertura completa del sostegno quando è successo il fatto”– L’istituto fa parte del Comprensivo Lodi terzo. “Sul territorio è uno dei più all’avanguardia nell’inclusione scolastica, con una buona capacità sviluppata negli anni di progetti anche per alunni con grave disabilità”, spiega ancora Barin che per Genitori Tosti è il referente in Lombardia. “Quando nel Lodigiano ci sono bambini con situazioni complesse, le famiglie trovano in quel Comprensivo una situazione ideale”. La bimba da due anni frequenta questa scuola. Quando è entrata in classe a settembre ha sofferto una situazione di disagio, non avendo ancora a disposizione tutte le ore di sostegno, servizio obbligatorio per legge che però non dipende dalla singola scuola. “Ed è proprio in questo contesto che avviene l’episodio riportato da alcuni giornali del lancio di una brocca di vetro che ha centrato una compagna di classe”.

“All’assemblea genitori-scuola clima teso. Gli insegnanti si sono presentati con striscioni pro inclusione” – Dopo lo sciopero bianco per 24 ore di un’intera classe, a metà ottobre Barin è stato contattato dalla dirigente scolastica dell’Istituto Ada Negri per partecipare a un’assemblea avvenuta il 29 ottobre alla presenza delle famiglie con l’obiettivo di trovare una soluzione. Il giorno dell’incontro i docenti sono andati a scuola con striscioni pro-inclusione. I genitori, a loro volta, si sono sentiti attaccati, ritenuti loro i colpevoli per quanto accaduto. “Il senso dell’assemblea era tutelare il bene degli alunni e sostenere la bimba nel percorso di inclusione scolastica”, dice Barin. “Dopo aver partecipato alla riunione credo si sia sottovalutato l’impatto che i toni utilizzati in svariati ambiti potrebbero avere sui bambini. È diritto del genitore tutelare in ogni modo possibile i propri figli. E’ pure diritto della scuola ribadire la sensibilità inclusiva che, in particolare, possiede da sempre il Comprensivo Lodi terzo. La vicenda mette in luce che queste complessità dovrebbero avere un’attenzione ben più profonda e tempestiva da parte degli Enti statali e locali che affiancano la scuola”. Che cosa chiede ai soggetti coinvolti? “Lasciamo che la serenità che tutti dobbiamo assicurare alla scuola e nella scuola sia il presupposto a quell’inclusività che per i bambini è tutt’ora naturale”.

LEDHA: “Attacchi alla famiglia della bimba sui social, pronti ad aiutarli per via legale” – La bimba era già conosciuta dalle associazioni locali. Secondo LEDHA non è la prima volta che accade un fatto del genere, era già successo un paio d’anni fa ma con altri soggetti. “Invitiamo tutti ad abbassare i toni, non fa bene alla bambina ma neanche agli altri alunni. Si è creata una situazione controproducente per tutti, bisogna invece ripartire da capo, impostando i rapporti soprattutto tra le famiglie e richiamando tutti alla calma” dice a ilfattoquotidiano.it Alessandro Manfredi, presidente LEDHA. “Siamo pronti a intervenire con i nostri strumenti legali a sostegno della piccola, perché non si possono accettare le pesanti offese rivolte sui social alla famiglia della bimba disabile”. Lancia un appello? “Crediamo doveroso un momento di riflessione, fermandoci e facendo un passo indietro per garantire ai bambini la serenità che la comunità deve saper costruire ogni giorno per il loro benessere, auspicando che le parti interessate concordino le modalità più ragionevoli con le quali riattivare il patto scuola-famiglia”.

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