Maati Monjib, docente universitario, e Abdessadak El Bouchattaoui, avvocato. Sono le ultime due vittime del software”Pegasus”, prodotto dall’azienda israeliana Nso Group.“Pegasus” s’installa cliccando su un link contenuto in un messaggio ricevuto sul proprio smartphone e prende il controllo pressoché completo della fotocamera, del microfono e della lista dei contatti.

Monjib, cofondatore dell’Ong “Freedom Now” per i diritti degli scrittori e dei giornalisti e dell’Associazione marocchina per il giornalismo investigativo, è sotto inchiesta dal 2015 per “minaccia alla sicurezza interna dello stato” e “propaganda che può mettere a rischio la lealtà dei cittadini verso lo stato e le sue istituzioni”, solo per aver promosso presso i media-attivisti locali un’app giudicata sicura rispetto a violazioni della privacy. Rischia fino a cinque anni di carcere.

El Bouchattaoui, che attualmente vive in Francia dove ha ottenuto asilo politico, è stato condannato in primo grado, nel febbraio 2017, a 20 mesi di carcere per aver criticato sui social media la repressione delle proteste del movimento Hirak El-Rif.

Prima di Monjib ed El Bouchattaoui, erano stati spiati almeno 24 difensori dei diritti umani e giornalisti in Messico, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita (tra cui, si sospetta, anche Jamal Khashoggi) e pure un ricercatore di Amnesty International. A maggio, Amnesty International si è associata a un’azione legale nei confronti del ministero della Difesa israeliano per chiedere la revoca della licenza di esportazione a Nso Group.

Nso Group afferma che la sua tecnologia è usata solo per scopi leciti come il contrasto alla criminalità e al terrorismo. L’azienda ha recentemente pubblicato una sua policy sui diritti umani e sostiene (lo ha ribadito anche in occasione della denuncia riguardante i due attivisti marocchini) di aver posto in essere meccanismi per indagare sul cattivo uso della sua tecnologia.

Resta il fatto che ripetutamente i suoi prodotti finiscono nelle mani di governi che violano i diritti umani e vengono usati per spiare coloro che li promuovono e difendono.

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