Leone d’oro a Joker, Gran Premio della giuria al J’accuse di Polanski, Coppa Volpi a Luca Marinelli e Premio Speciale a Franco Maresco. Il variopinto palmares di Venezia 76 mette d’accordo un po’ tutti senza troppe rivoluzioni dell’ultimo minuto. Decimo Leone d’Oro della storia ad una produzione statunitense (qui è una big, la Warner Bros.) per il film più cinecomic mai apparso a Venezia.

Anche il Lido insomma si piega ai supereroi (il Joker è un personaggio DC Comics) e mette al secondo posto del podio il titolo più acclamato tra pubblico e critica: J’accuse di Roman Polanski, solida e curata spy story di fine ottocento sull’affare Dreyfus che raccoglie l’onorevole Gran Premio della giuria, riuscendo a far convogliare evidentemente anche i favori della riottosa presidente di giuria, Lucrecia Martel.

La zampata del maestro che onora il suo pupillo è probabilmente quella che il giurato Paolo Virzì ha offerto a Luca Marinelli, protagonista del suo Tutti i santi giorni (2012), qui importante Coppa Volpi maschile (era dal 2008 con Silvio Orlando per Il Papà di Giovanna che l’Italia non vinceva in questa categoria). Marinelli è sempre in scena nel pur ottimo Martin Eden di Pietro Marcello. Un’interpretazione come sempre sovraccarica, molto fisica, per un portuale senza titoli di studio che nella Napoli di un ipotetico inizio Novecento incontra una bella fanciulla borghese, se ne innamora, scala i gradini della società, e da autodidatta diventa perfino poeta e scrittore famoso.

Un po’ a sorpresa, invece, la Coppa Volpi per la miglior attrice ad Ariane Ascaride per Gloria Mundi di Robert Guediguian. Una vera e propria istituzione dei film del regista marsigliese, di cui è moglie da tempo, autentica maschera realistica, spesso usata con grazia in ruoli proletari. In Gloria Mundi, la Ascaride è la mamma delle due ragazze protagoniste costretta a pulire cessi per poter accedere finalmente alla pensione, dopo lavori orribili, ma allo stesso tempo generosa capofamiglia. Non un ruolo cruciale dato che il film è un lavoro più corale ed equilibrato, ma un riconoscimento al cinema ad altezza umana di Guediguian.

Altro Leone d’argento per la miglior Regia va allo svedese Roy Andersson per About Endlessness che nel 2014 era stato già Leone d’Oro. Ventinove scene modello tableaux vivants a inquadratura fissa per illustrare con tragica comicità la vulnerabilità dell’essere umano, Andersson è al quarto film (in vent’anni) pressoché identico. Un flusso ininterrotto di perfezione registica che non lascia mai indifferenti.

Grande piacere, infine, per i premi al folle e pessimista Franco Maresco e a il giovane Toby Wallace. La mafia non è più quella di una volta, Premio Speciale della Giuria, è l’apice del cinema dell’ex autore di Cinico Tv giocata attorno all’omertà mafiosa declinata questa volta sul ricordo di Falcone e Borsellino. Protagonisti contrapposti: l’ottimismo della fotografa Letizia Battaglia e il sempiterno impresario di feste di quartiere con improbabili cantanti, Ciccio Mira, summa del “Non so niente” palermitano. La sintesi sconfortante tra documentario e finzione (c’è perfino un’animazione) di Maresco coinvolge addirittura il silente Sergio Mattarella.

Wallace, infine, che proprio esordiente non è (recita da almeno dieci anni) guadagna il Premio Mastroianni per avere interpretato Moses, un ragazzotto mezzo tossico, in uno dei più bei film del Concorso, ingiustamente tagliato fuori dai primi più grossi, l’australiano Babyteeth.

“Dedico questo premio a Jack London, un marinaio che cercava la verità, quindi a coloro che salvano persone in mezzo al mare che fuggono da situazioni inimmaginabili. Viva l’umanità, viva l’amore”. Si conclude così il discorso di Luca Marinelli dopo aver ritirato la Coppa Volpi per aver interpretato proprio un marinaio che fa rotta in ogni porto. Di blu vestito, realmente tremante, abbracciato da Paolo Virzì, l’attore italiano ha ringraziato il regista Pietro Marcello, la sua compagna e suoi due figli: “È un’emozione gigantesca, è tutto così assurdo, spero vi rendiate conto dell’errore che state facendo”.

Dello stesso tenore, e con la stessa tremante emozione, Ariane Ascaride, Coppa Volpi come miglior attrice: “Sono nipote di migranti italiani che un giorno per sfuggire alla miseria hanno preso una nave e sono arrivati a Marsiglia. Questo premio mi dà quindi la possibilità di ritrovare le mie radici. È una cosa incredibile, sono figlia di stranieri e sono francese. Per questo dedico questo premio a tutti quelli che dormono per l’eternità nel fondo del Mediterraneo”.

La lista dei premiati

Leone d’oro: Joker di Todd Phillips
Gran Premio della Giuria (Leone d’argento): J’accuse di Roman Polanski
Premio alla regia (Leone d’Argento): Roy Andersson con About Endlessness
Premio speciale della giuria: La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco
Coppa Volpi miglior attore: Luca Marinelli per Martin Eden
Coppa Volpi miglior attrice: Arianne Ascaride per Gloria Mundi
Osella per la miglior sceneggiatura: Yonfan per 7 Cherry Lane
Premio Marcello Mastroianni per il miglior attore emergente: Toby Wallace per Babyteeth

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