Dopo la bufera sul Csm, scatenata dall’inchiesta di Perugia, sulle nomine all’organo di autogoverno delle toghe inizia, è iniziata la fase di avvicinamento alle elezioni suppletive del Consiglio superiore della magistratura. Le votazioni, decise dal presidente della Repubblica, sono in programma ad ottobre per la sostituzione di due consiglieri eletti nella quota riservata ai pm che si sono dimessi dall’incarico, sull’onda dell’indagine per corruzione su Luca Palamara.

Domenica 15 settembre, in diretta streaming dalla saletta Anm nel palazzo della Cassazione, i candidati esporranno le motivazioni per cui hanno deciso di presentarsi e il loro programma. Un’iniziativa voluta dall’Associazione nazionale magistrati che in questi mesi ha sollecito le assemblee sezionali a stimolare il maggior numero di candidature possibili. In tutto sono sedici i magistrati che si contenderanno i due posti da pm.

Il più conosciuto è Nino Di Matteo, il pm del processo sulla trattativa Stato-mafia, ora in servizio alla procura nazionale antimafia. Ma in pista ci sono diversi magistrati che hanno legato i loro nomi a processi importanti. Come Tiziana Siciliano capo del pool Ambiente, salute e lavoro’ della Procura di Milano e pm del processo Ruby ter e sul suicidio assistito del Dj Fabo. O Fabrizio Vanorio, sostituto alla Dda di Napoli, che ha rappresentato l’accusa nel procedimento a carico di Silvio Berlusconi per la compravendita dei senatori e in quello all’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. E ancora: l’ex segretario di Magistratura democratica Anna Canepa, che da pm a Genova si occupò delle devastazioni dei Black Block al G8 e il procuratore di Pisa, Alessandro Crini, che ha indagato sulla morte di Emanuele Scieri, il paracadutista della Folgore trovato morto nella caserma ‘Gamerra’ . Tra i candidati che hanno nel loro curriculum indagini finite agli onori della cronaca ci sono anche il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Milita, titolare delle inchieste sulla Terra dei fuochi e il pm romano Simona Maisto, che si è occupata del caso delle sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori (sua la richiesta di archiviazione nel 2016.

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