Due ko in un solo giorno. Prima l’ok alla legge anti-no deal presentata dai laburisti e approvata grazie ai voti di una ventina di Tory ribelli, poi il no alla mozione per portare il Regno Unito a elezioni anticipate. A distanza di una manciata di ore l’una dall’altra, la Camera dei Comuni infligge due sconfitte a Boris Johnson e alla sua strategia di puntare dritto all’uscita di Londra dall’Ue senza accordo per costringere Bruxelles a trattarne uno nuovo.

Il nuovo schiaffo al conservatore succeduto a Theresa May, deciso a un divorzio a ogni costo il 31 ottobre, è arrivato al termine di una giornata tesa a Westminster. Accusando i deputati di “sabotare” i negoziati con Bruxelles, l’ex sindaco di Londra ha domandato loro di approvare una mozione per portare il Paese al voto il 15 ottobre con la speranza di ottenere una nuova maggioranza capace di sostenere la propria strategia sulla Brexit, prima del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. La proposta necessitava dell’appoggio dei due terzi dei deputati, ma come da previsioni il Labour si è opposto e la proposta è caduta nel vuoto. Il leader Jeremy Corbyn ha ribadito che il suo partito appoggerà la richiesta di un voto anticipato, solamente dopo l’approvazione definitiva della legge anti no deal.

Qualche ora prima, infatti, i Comuni avevano dato l’ok alla Benn Bill, la legge presentata dal laburista Hilary Benn e sostenuta dalle opposizioni e da una ventina di deputati conservatori ribelli, che prevede che Johnson abbia tempo fino al 19 ottobre per fare approvare dal Parlamento un accordo con l’Unione europea, oppure una Brexit senza accordo. Superata questa scadenza, il premier sarebbe obbligato a chiedere a Bruxelles un rinvio della Brexit al 31 gennaio 2020.

Il testo è stato approvato nella notte anche dalla Camera dei Lord. Il processo è costituito ancora da numerosi passaggi, su cui incombe la chiusura del Parlamento ordinata da Johnson, dalla prossima settimana al 14 ottobre, ma dopo un incontro con l’opposizione laburista, il capogruppo conservatore Lord Ashton ha annunciato che tutti i passaggi della legge saranno completati nella Camera dei pari entro le 17 di venerdì. Gli eventuali emendamenti verranno esaminati lunedì dalla Camera dei Comuni e nello stesso giorno l’iter della legge sarà completato, per sottoporre il provvedimento al ‘Royal Assent‘, il consenso della regina Elisabetta.

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