La Camera dei Comuni ha votato oggi a favore della legge contro il no deal promossa dalle opposizioni e da un gruppo di ribelli Tory per cercare di imporre un rinvio della Brexit in mancanza di accordo con l’Ue alla scadenza del 31 ottobre. A favore hanno votato 329 deputati, contro 300. Il risultato conferma sul merito del testo la sconfitta subita ieri dal governo di Boris Johnson sulla calendarizzazione della legge. Ora è prevista un’ulteriore lettura tecnica ai Comuni, poi il passaggio giovedì ai Lord.

Durante la discussione in aula si è assistito a un nuovo duro scontro fra il governo e i contestatori, con il ministro per la Brexit, Stephen Barclay, che è tornato a denunciare la legge come un sabotaggio del tentativo dell’esecutivo di strappare un nuovo accordo senza backstop all’Ue. Ipotesi che, però, da Bruxelles è sempre stata scartata senza appello. Barclay ha inoltre evocato, in caso di approvazione, la soluzione di elezioni anticipate il 15 ottobre, come già fatto anche dal premier Boris Johnson in mattinata. In serata Johnson ha presentato l’annunciata mozione che chiede lo scioglimento della Camera e lo svolgimento di elezioni anticipate il 15 ottobre, ma i deputati l’hanno bocciata con 298 sì contro 56 no.

Il voto arrivato nel pomeriggio di mercoledì, come anticipato da quello sulla mozione, ha anche confermato la spaccatura interna ai Conservatori, con 21 deputati ribelli che hanno votato a favore della proposta dell’opposizione. Questi, nell’intenzione del premier Johnson, non potranno usufruire della cosiddetta whip (letteralmente frusta): saranno quindi espulsi ipso facto dal gruppo parlamentare.

Dalla Casa Bianca, Donald Trump ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento sugli ultimi sviluppi riguardanti la Brexit. Il presidente degli Stati Uniti si è detto fiducioso: “Boris è un mio amico e riuscirà, non c’è dubbio. Sa come vincere, non preoccupatevi“.

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