Il funerale di Fabrizio Piscitelli dovrà essere celebrato in forma strettamente privata. Lo ha deciso il questore di Roma per ragioni di sicurezza: Diabolik, il leader della Curva Nord della Lazio assassinato mercoledì pomeriggio in via Lemonia, era un “esponente di rilievo” della tifoseria e “fondatore” del gruppo degli Irriducibili. Quindi, per il questore Carmine Esposito, “il rito funebre celebrato in forma pubblica, con grande risalto mediatico, potrebbe determinare gravi pregiudizi per l’ordine e la sicurezza pubblica“. Protesta la famiglia, con la sorella Angela Piscitelli che all’Adnkronos annuncia il ricorso al Tar contro il divieto, mentre la moglie Rita in una lettera aperta scrive: “Lo state uccidendo di nuovo, tanto quanto il killer sorcio che lo ha sorpreso alle spalle”.

“Sto scrivendo al Questore, al Prefetto, al Ministro dell’Interno – annuncia la sorella del capo ultras – che mio fratello non si muove da lì ed avrà il funerale di cui è degno e che vogliono i suoi cari. Provvederò a fare ricorso al Tar e nell’attesa mio fratello ci guarderà in tutte le azioni di tutela per lui”. “Ma la sicurezza di chi? – domanda la moglie Rita – al contrario di ciò che si pensa e si legge sui giornali, Fabrizio era un uomo amato dagli amici e rispettato da tutti”. “Non era un mafioso come lo si dipinge in queste ore: non ha mai subito condanne per associazione mafiosa o provvedimenti come il 41bis. E tutti i beni posti sotto sequestro ci sono stati restituiti”, prosegue la lettera.

Per i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di piazzale Clodio, invece, Piscitelli “era una figura centrale nell’attività di spaccio di cocaina su larga scala a Roma”. E aveva allacciato da anni accordi con vari gruppi criminali che volevano espandere l’attività di spaccio soprattutto nell’area Nord della Capitale. Intanto, sul fronte delle indagini, novità potrebbero arrivare dai tre cellulari che aveva con se Piscitelli il pomeriggio in cui è stato ucciso con un colpo alla nuca. Tra i contatti, nelle chat, potrebbe infatti esserci il nome della persona che diede appuntamento a Diabolik. Un accordo per vedersi nel tardo pomeriggio del 7 agosto alla panchina del parco degli Acquedotti. Anche oggi sono proseguite inoltre le audizioni di testimoni. Tra le persone ascoltate proprio la moglie e la sorella del capo ultras. Al momento però, riferisce l’Ansa, dalla cerchia dei familiari e amici più stretti non sarebbe arrivato alcun elemento utile alle indagini.

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