Un’esecuzione in piena regola nel parco degli Acquedotti, in zona Tuscolana, alla periferia di Roma. Un unico sparo a distanza ravvicinata che ha ucciso il 53enne Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, ultras leader degli Irriducibili della Lazio, implicato in precedenza in una vicenda di droga. Era seduto su una panchina quando è stato avvicinato alle spalle dal killer, che indossava una tuta da jogging. Un proiettile calibro 7,65 l’ha centrato alla testa, trapassandolo all’altezza dell’orecchio sinistro, quando il sole era ancora alto. Resta da chiarire se l’aggressore fosse a volto coperto. Secondo gli investigatori, probabilmente Piscitelli aveva appuntamento con qualcuno. Il parco, lo stesso dove fu fermato ed iniziò il calvario di Stefano Cucchi, si trova a diversi chilometri da Grottaferrata dove l’uomo abitava. A dare l’allarme è stato un passante.

Gli agenti della Squadra Mobile, agli ordini di Luigi Silipo, hanno ascoltato due persone, un uomo e una donna, che si trovavano sul posto quando è scattato l’agguato. “L’ho visto scappare – ha detto un testimone all’Adnkronos -. È corso su questa via e ha girato lì. C’era uno che lo aspettava dietro la curva. Ma tanto ‘ndò va? E pieno di telecamere, lo trovano. Me l’hanno garantito, lo trovano”. La polizia, intanto, gli ha chiesto di andare a deporre. Le telecamere in via Lemonia, all’altezza del civico 256, hanno ripreso la sua fuga, sebbene abbia agito con il volto coperto, e l’assassino potrebbe avere le ore contate. Ad indagare sull’omicidio saranno anche i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia e la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, al momento a carico di ignoti, coordinato dal pm di turno esterno e da quello della Dda. Sulla salma, portata a Tor Vergata, sarà eseguita l’autopsia. L’area è stata transennata e la Scientifica ha effettuato i rilievi.

È finita con un colpo in testa, dunque, la più che ventennale carriera criminale di Diabolik, il cui nome è comparso negli scorsi anni anche sulle carte di Mondo di Mezzo. Una carriera fatta di traffico di droga e anche di un avventuroso tentativo di scalata della Lazio. Protagonista anche di feroci contestazioni contro il patron Claudio Lotito e di iniziative che hanno sporcato la curva laziale di antisemitismo. A terra, sotto una coperta termica, il corpo senza vita di Piscitelli. “È un momento di grande dolore, non mi fate parlare. Ho rispetto del vostro lavoro, ma voi dovete rispettare me”, le parole della sorella Angela a stemperare la tensione che si era creata poco prima con i giornalisti. Intanto sui social si moltiplicano, di minuto in minuto, gli omaggi all’ex capo ultras, sia da parte dei laziali, ma anche dei rivali romanisti o delle tifoserie straniere. “Il tuo nome, le tue gesta, il tuo vivere ultras resterà eterno”, scrivono alcuni. Un tifoso giallorosso, però, ricorda gli adesivi antisemiti affissi in Curva Sud con l’immagine di Anna Frank e scrive: “Adesso vacci tu sui santini mortuari. Firmato: Anna Frank”.

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