La nave Alan Kurdi della ong Sea Eye punta verso Lampedusa, nonostante la diffida ufficiale firmata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che vieta all’equipaggio di entrare nelle acque territoriali italiane. Il provvedimento, a quanto si apprende, è stato notificato all’equipaggio dell’imbarcazione, che si trova in acque internazionali a circa 20 miglia dall’isola siciliana, dalla Guardia di finanza, salita a bordo, e consegnato al comandante. Matteo Salvini si scaglia contro la ong e manda un avvertimento alla Germania: “Governo tedesco avvisato mezzo salvato, ong avvisata mezza salvata – ha dichiarato in un’intervista a SkyTg24 – Se entrano in acque italiane prenderemo possesso di quella imbarcazione. Stiamo giocando a rubamazzo? Basta, mi sono rotto le palle. Le navi saranno requisite e saliremo a bordo”.

A bordo dell’imbarcazione ci sono 40 migranti che la nave ha soccorso ieri al largo della Libia. Tra loro, tre bambini e due donne, di cui una incinta. Uno dei piccoli, fa sapere il capo missione, Barbara Held, riporta addirittura una ferita di 10 centimetri da arma da fuoco sulla spalla. “Stiamo andando a Lampedusa – ha spiegato Held in un video pubblicato sul profilo Twitter dell’organizzazione – e spero che troveremo un porto sicuro che definitivamente non è in Libia. La gente soccorsa ci ha detto che prima di tornare in Libia preferirebbero affogare in mare. Non lasceremo che ciò accada”.

Il portavoce della Sea Eye, Gordon Isler, ha spiegato che “non è nostro compito entrare in conflitto con il governo italiano”, assicurando che l’intenzione dell’equipaggio non è quella di superare il limite delle acque territoriali, nonostante la situazione a bordo sia critica.

Ieri, poco dopo il salvataggio dei 40 naufraghi, il Viminale aveva fatto sapere che per la nave della ong tedesca non sarebbero stati indicati porti nei quali attraccare, con il divieto d’entrata nelle acque territoriali che è stato firmato poco dopo: “Se la ong ha davvero a cuore la salute degli immigrati può far rotta verso la Tunisia. Se invece pensa di venire in Italia come se niente fosse ha sbagliato ministro”, ha dichiarato Salvini nella serata di ieri. Ma l’equipaggio, che ha a bordo persone provenienti da Nigeria, Costa d’Avorio, Ghana, Mali, Congo e Camerun, si è rifiutato e ha puntato verso Lampedusa, considerato il porto sicuro più vicino.

La capo missione ha spiegato che molti di loro hanno raccontato di “terribili esperienze” passate in Libia. Secondo le ricostruzioni dei naufraghi, il gommone sul quale viaggiavano era partito da Tajoura, a est di Tripoli, zona di scontri tra le forze del Governo di Accordo Nazionale guidato da Fayez al-Sarraj e quelle del generale della Cirenaica, Khalifa Haftar. Proprio quest’ultime, a inizio luglio, avevano bombardato il centro di detenzione locale, provocando la morte di decine di migranti rinchiuse nella struttura. Potrebbero essere proprio questi scontri la causa delle ferite riportate dal bambino salvato dagli operatori della ong tedesca.

Il ministro dell’Interno è però intervenuto durante una conferenza stampa a Milano Marittima: “C’è una novità squallida e disgustosa, è in atto l’ennesima provocazione nel Mediterraneo. Sto raccogliendo elementi ma dimostreremo al mondo che non abbiamo lezioni da prendere. Si comportano davvero in maniera meschina i perfettini che vorrebbero dare lezioni al mondo”. Poi si dice contrariato per lo scambio di messaggi con il governo di Berlino: “Dal governo tedesco sono arrivati segnali pessimi. Mi hanno girato un’email che arriva dalla Commissione europea in cui c’è un ricatto da parte del governo tedesco, che si era impegnato a prendere 30 immigrati della Gregoretti, in cui dicono che li prendono se facciamo sbarcare 40 della Alan Kurdi”.

In serata, in tweet, la ong Sea Eye ha affermato che l’Italia sta chiedendo a Malta di intervenire, “anche se la nave è di fronte a Lampedusa e Malta è distante 20 ore di navigazione“. “La bizzarra vita quotidiana nel Mediterraneo”, commenta ironicamente la ong tedesca, aggiungendo che “un’insopportabile disputa viene combattuta sulle spalle dei rifugiati”. Nel messaggio la Guardia costiera segnala che la Alan Kurdi si trova in area sar maltese ed invita le autorità dell’isola a “valutare ed agire per ogni possibile caso medico“.

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