La crisi sfiorata sembra allontanarsi, almeno per ora. “La escludo”, assicura Luigi Di Maio nel giorno in cui si ipotizzava la salita al Colle dell’alleato leghista, smentita dallo stesso Matteo Salvini già giovedì sera. “Abbiamo da realizzare riforme importanti“. Del resto “se avessi avuto il sospetto che la Lega avesse preso dei rubli non sarei mai stato con loro al governo, ma neanche col minimo sospetto”. Una difesa arrivata dopo che Salvini da Barzago, in provincia di Lecco, ha precisato che “in Di Maio ho avuto e ho fiducia, è una persona perbene e ha aperto alla possibilità di andare in Parlamento a riferire sul Russiagate come chiesto più volte dal leader pentastellato. “Una buona notizia” per il ministro del Lavoro e dello Sviluppo, perché “questo ci mette anche nelle condizioni di difenderlo, è come tra amici, se invece di mettermi in condizioni di difenderti mi attacchi è pure un po’ ingiusto”.

E allora quella “fiducia personale persa che campeggiava nei titoli dei giornali online? Si riferiva ad altri “ministri M5s” qualcuno dei quali è “inadeguato“. Così appare chiaro, con una nota ufficiale, qual era il vero obiettivo della canea di queste ultime 24 ore. Non solo – come sospettano molti tra i Cinquestelle – coprire la vicenda dei presunti finanziamenti russi e dell’incontro nell’albergo moscovita, ma il rimpasto di governo. E in particolare due poltrone che in questo momento sono occupate da esponenti M5s: “C’è un evidente e totale blocco sulle proposte, iniziative, opere, infrastrutture da parte alcuni ministri 5S che fa male all’Italia – fa scrivere in una nota ufficiale – Niente di personale, Luigi Di Maio è persona corretta e perbene, ma sono inaccettabili i NO e i blocchi quotidiani di opere e riforme da parte dei 5S. Ieri Toninelli (con centinaia di cantieri fermi) che blocca la Gronda di Genova, che toglierebbe migliaia di auto e di tir dalle strade genovesi; oggi Trenta che propone di mettere in mare altre navi della Marina, rischiando di attrarre nuove partenze e affari per gli scafisti”.

E così Salvini arriva a più miti consigli anche sulla questione russa, perché a chi gli chiedeva se sarà con il premier Conte il 24 luglio a riferire sulla vicenza, ha risposto: “Certo, magari andrò anche prima. Quando uno ha la coscienza pulita… sto vivendo la vicenda in maniera surreale. Non abbiamo mai visto, né preso né chiesto soldi per il nostro partito all’estero. Leggo quasi con curiosità gli aggiornamenti quotidiani. E poi andrò a ripetere questo in Parlamento, non ho niente da temere”. Poi le rassicurazioni: “Domani non cade nessun governo, semplicemente vado avanti tranquillo, ma se ci sono dei sì. Sto in un governo che dice dei sì su Autonomia, riforma della giustizia. Se devo sentire no tutti i giorni… Non sto al governo per scaldare la poltrona”.

Così lo strappo per il momento si è ricucito e oggi Di Maio ha chiesto un incontro con l’alleato leghista: “E’ auspicabile che oggi ci sentiamo e ci vediamo. Tra persone mature è meglio vedersi che parlarsi a mezzo stampa, è giusto incontrarsi oggi con Salvini, spostiamo qualche appuntamento dal calendario, ci vediamo e troviamo come sempre il punto per continuare. Se avessi avuto il sospetto che la Lega avesse preso dei rubli non sarei mai stato con loro al governo, ma neanche col minimo sospetto”. “La mia parola è una: il commissario alla concorrenza, fondamentale per l’Italia, deve essere della Lega, che ha tante altre persone. Mi spiace che Giorgetti si sia ritirato, decideranno loro”, ha aggiunto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo parlando delle chance italiane di avere un portafoglio di peso nella nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen.

Resta da capire se il leader del Carroccio sarà al vertice convocato a Palazzo Chigi per le 13 su uno dei temi più cari al suo elettorato, l’autonomia differenziata. La stesura del testo procede a fatica – ieri il premier ha visto i ministri Erika Stefani e Marco Bussetti e i tecnici del Mef per fare il punto – ma Di Maio si è detto sicuro che “coi governatori un’intesa si troverà”. “E’ un processo lungo”, ha aggiunto, “credo che si debba andare verso la chiusura nei prossimi giorni”. “Spero che il tavolo di oggi possa dirimere gran parte dei problemi”.

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