“La riforma della giustizia dev’essere una rivoluzione che, tenendo al centro la Costituzione, debba rendere ‘non conveniente’ delinquere”. Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, davanti al pubblico di ‘Liguria D’Autore’ a Montemarcello (Ameglia, La Spezia), in dialogo con Peter Gomez e Gianluigi Nuzzi, ha illustrato alcune delle modifiche che farebbe al sistema della giustizia. Tra gli altri aspetti quello di ‘digitalizzare’ i procedimenti, e rivedere i criteri con cui si riconoscono i benefici ai detenuti perché attualmente uno dei punti più critici è proprio l’esecuzione della pena: “Spesso oggi in carcere sono i mafiosi le persone a ottenere benefici mentre i più poveri scontano la pena fino all’ultimo giorno”.
Mostrare i ‘muscoli’ con i pattuglioni di polizia per le strade a colpire gli ultimi anelli della catena delle mafie come possono essere i piccoli spacciatori “può aiutare a dare consenso, ma non serve a nulla, la presenza massiccia di polizia per le strade o per le scorte è uno strumento da anni ’50, oggi servirebbe più investigazione informatica, persone capaci di effettuare intercettazioni e interpretarle, per risalire la catena di comando e colpire alla radice le organizzazioni criminali”.

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