C’è anche il nome di Giuseppe Sculli nell’inchiesta della procura di Milano sulla ‘ndrangheta a Lonate Pozzolo e Ferno. L’inchiesta è quella che ha portato all’arresto di trentaquattro persone coinvolte a vario titolo nel business dei parcheggi di Malpensa: Tra gli arrestatu anche Enzo Misiano, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. Sculli è il nipote di Giuseppe Morabito, detto ‘u Tiradrittuuno dei più importanti boss di ‘ndrangheta. Calciatore di Serie A – anche in squadre importanti come Lazio e Juventus – allo stato non risulta indagato.

Nelle oltre 800 pagine di ordinanza di custodia cautelare, però, il suo nome è citato tre volte. Il motivo? Il 21 ottobre 2017 era tra i commensali di una cena al ristorante Beccofino di Samarate, in provincia di Varese. A tavola con Sculli c’erano Giuseppe Spagnolo, ritenuto l’elemento di spicco della cosca Farao-Marinicola, Cataldo Casoppero, considerato uno degli uomini di fiducia di Mario Filippelli e “a completa disposizione degli interessi della locale”, Antonio Casoppero detto “Tonino” (figlio di Cataldo), e Mirko Borelli. 

Il “summit” come si legge nell’atto, era uno di quelli in cui “venivano definite strategie comuni e risolti contrasti interni”. Dopo la cena, tra l’altro, da una conversazione tra i due Cassoppero si capisce che uno dei due non aveva riconoscosciuto Sculli. “Ora ha voluto il numero che mi doveva spedire la foto con Sculli, eh”, dice Tonino. Risponde il padre: “Cazzo, Sculli, mica l’avevo rico11osciuto (bestemmia, ndr). Perché io pensavo che era uno di Cirò, ma dico: cavolo, ma Sculli il giocatore”. Nel frattempo, Misiano – consigliere comunale di Fdi e considera “uomo di fiducia e autista di Giuseppe Spagnolo”- nell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Non ha risposto neanche Vincenzo Rispoli. Quest’ultimo ha anche presentato ricorso al riesame contro l’ordinanza del gip Alessandra Simion. 

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