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Trump: “Non ho bisogno dell’accordo con l’Iran per ottenere uranio arricchito”. Lavrov: “Usa non sanno come uscire dal conflitto”. Libano, 7 morti a Tiro nei raid Idf

Il ministro degli Esteri russo in un’intervista a Izvestia sottolinea le difficoltà americane. Prosegue l'offensiva di Israele nel sud del Paese dei Cedri: nuovi ordini di evacuazione
Trump: “Non ho bisogno dell’accordo con l’Iran per ottenere uranio arricchito”. Lavrov: “Usa non sanno come uscire dal conflitto”. Libano, 7 morti a Tiro nei raid Idf
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Libano, nella notte raid israeliani sulla località di Tiro. Media: “Almeno sette morti”

Almeno sette persone sono rimaste uccise nei raid israeliani condotti nella notte sulla città di Tiro, nel Libano meridionale, nonostante il cessate il fuoco in vigore. Lo ha riferito una fonte della Protezione civile libanese citata dall’Afp. Quattro persone hanno perso la vita in un attacco nei pressi dell’ospedale Jabal Amel, che ha provocato anche sette feriti e danni all’edificio, mentre altre tre sono morte in un secondo raid che ha causato cinque feriti, tra cui due bambini.
L’esercito israeliano, intanto, ha ordinato l’evacuazione di diverse località del Libano meridionale, avvertendo di imminenti operazioni militari contro obiettivi legati a Hezbollah. Nel corso della notte, nuovi bombardamenti hanno colpito numerose aree della regione di Nabatieh, provocando almeno altri quattro morti e due feriti, mentre l’artiglieria israeliana ha continuato a martellare diversi centri abitati della zona.
Gli attacchi arrivano all’indomani delle dichiarazioni del segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, che ha respinto una tregua condizionata concordata a Washington dalle delegazioni libanesi e israeliani, chiedendo invece un cessate il fuoco completo e il ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale. Il movimento sciita ha rivendicato attacchi contro truppe e mezzi israeliani in diverse località di confine e l’intercettazione di tre droni israeliani nelle aree di Wadi al-Hujeir, Nabatieh e Kfarmaleki-Jbaa.

  • 10:24

    Cnn: “Militari e intelligence israeliana in Azerbaigian per sostenere la guerra all’Iran”

    Durante la guerra con l’Iran, Israele ha segretamente dispiegato unità militari e di intelligence d’élite in Azerbaigian, nell’ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medioriente, per facilitare le operazioni contro Teheran. Lo riferisce la Cnn, citando quattro fonti a conoscenza dei fatti. Secondo due fonti, le forze operavano da diverse località nell’Azerbaigian meridionale, adiacenti al confine settentrionale con l’Iran e, nel punto più vicino, a soli 96 chilometri circa dalla città iraniana di Tabriz, che Israele aveva colpito durante la guerra. Secondo le altre due fonti, unità speciali di commando sono state dispiegate nella zona e hanno condotto missioni di raccolta informazioni e operazioni con droni, fornendo a Israele un punto strategico privilegiato per sorvegliare il nord dell’Iran durante la guerra. Secondo una delle fonti, l’operazione in Azerbaigian ha coinvolto diverse decine di soldati, tra cui membri delle forze speciali israeliane, delle forze d’élite di elisoccorso e soccorso e personale del Mossad. “Respingiamo fermamente le accuse infondate riguardanti il presunto utilizzo del territorio azero per operazioni contro paesi terzi”, ha commentato alla Cnn un portavoce dell’ambasciata azera negli Stati Uniti.

  • 09:38

    Iran, Aiea: “Non siamo in gradi di verificare scorte di uranio”

    L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) non è stata in grado di ispezionare gli impianti nucleari iraniani colpiti dalla guerra dello scorso giugno. E’ quanto si legge in un rapporto riservato dell’agenzia distribuito agli Stati membri e visionato da Associated Press. L’Aiea ha riferito di non poter “fornire alcuna informazione sulle attuali dimensioni, composizione o ubicazione delle scorte di uranio arricchito in Iran, né stabilire se l’Iran abbia sospeso tutte le attività legate all’arricchimento”. L’agenzia ha avvertito di essere “impossibilitata ad adempiere alle proprie responsabilità di salvaguardia” previste dall’Accordo di Salvaguardia del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Tnp), aggiungendo che è “indispensabile e urgente” che Teheran rispetti gli obblighi previsti da tale trattato.

  • 09:34

    Libano, media: “Netanyahu non ha sottoposto a gabinetto sicurezza approvazione tregua”

    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha sottoposto ai suoi ministri, per l’approvazione, il cessate il fuoco con il Libano. Lo riferisce il quotidiano Yedioth Ahronoth, dopo una riunione del gabinetto di sicurezza tenutasi ieri sera. “Al momento non esiste alcun accordo. Hezbollah vi si oppone e, di conseguenza, non prendo alcuna decisione”, avrebbe dichiarato Netanyahu durante la riunione, mentre diversi ministri si sono opposti a una tregua, soprattutto dopo l’annuncio della morte di un altro soldato ucciso nel sud del Libano. “Se Hezbollah darà il suo consenso, vi sottoporrò il cessate il fuoco per l’approvazione”, avrebbe aggiunto il primo ministro israeliano. Tra le posizioni più dure emerse durante la riunione del gabinetto, sono state quelle dei ministri di estrema destra Itamar Ben-Gvir, che ha invitato Netanyahu a recarsi a Washington per sostenere la prosecuzione delle “operazioni militari”, e Orit Strook, ministra degli insediamenti e dei progetti nazionali, secondo la quale sarebbe necessario “modificare il confine”.

  • 09:32

    Libano, Israele: “Eliminato il comandante di Hezbollah Abd Harb”

    La scorsa settimana le Forze di Difesa Israeliane hanno eliminato Abd Harb, comandante di un’unità di ingegneria di Hezbollah. Lo ha annunciato il portavoce delle Idf, aggiungendo che il “terrorista” operava in un’unità incaricata dell’assemblaggio e dell’utilizzo di ordigni esplosivi destinati a colpire le forze israeliane impegnate nel Libano meridionale. Harb – afferma l’esercito – era un veterano e un alto comandante dell’organizzazione islamista, responsabile di numerosi attentati contro i soldati delle Idf, dalla Seconda Guerra del Libano fino ad oggi. L’Idf ha aggiunto che ieri è stato distrutto un lanciatore da cui i terroristi di Hezbollah sparavano razzi contro le forze israeliane nel Libano meridionale.

  • 09:27

    Libano, Israele lancia nuovi avvisi di evacuazione ai villaggi del sud

    L’Idf ha emesso un avviso di evacuazione per i residenti dei villaggi del Libano meridionale di Arnaba, Aanqoun e Kfar Fila. Secondo una dichiarazione pubblicata dal portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane, Avichay Adraee, l’ordine è stato emesso in seguito alla violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah. Intanto, scrive al Jazeera, proseguono i raid aerei fuori dalla città di Tiro, con attacchi nell’area della città di Shamaa e nel distretto di Bint Jbeil.

  • 09:16

    Libano, nella notte raid israeliani sulla località di Tiro. Media: “Almeno sette morti”

    Almeno sette persone sono rimaste uccise nei raid israeliani condotti nella notte sulla città di Tiro, nel Libano meridionale, nonostante il cessate il fuoco in vigore. Lo ha riferito una fonte della Protezione civile libanese citata dall’Afp. Quattro persone hanno perso la vita in un attacco nei pressi dell’ospedale Jabal Amel, che ha provocato anche sette feriti e danni all’edificio, mentre altre tre sono morte in un secondo raid che ha causato cinque feriti, tra cui due bambini.
    L’esercito israeliano, intanto, ha ordinato l’evacuazione di diverse località del Libano meridionale, avvertendo di imminenti operazioni militari contro obiettivi legati a Hezbollah. Nel corso della notte, nuovi bombardamenti hanno colpito numerose aree della regione di Nabatieh, provocando almeno altri quattro morti e due feriti, mentre l’artiglieria israeliana ha continuato a martellare diversi centri abitati della zona.
    Gli attacchi arrivano all’indomani delle dichiarazioni del segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, che ha respinto una tregua condizionata concordata a Washington dalle delegazioni libanesi e israeliani, chiedendo invece un cessate il fuoco completo e il ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale. Il movimento sciita ha rivendicato attacchi contro truppe e mezzi israeliani in diverse località di confine e l’intercettazione di tre droni israeliani nelle aree di Wadi al-Hujeir, Nabatieh e Kfarmaleki-Jbaa.

  • 08:53

    Lavrov: “Gli Usa sono a disagio con la guerra in Iran e non sanno come uscirne”

    Gli Stati Uniti sono a disagio con la situazione con l’Iran e non sanno come uscirne, nonostante inizialmente avessero tentato “una mossa audace”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in un’intervista a Izvestia, ripresa dalla Tass. “Il presidente Donald Trump a un certo punto ha detto: ‘Distruggeremo l’Iran come civiltà’. È una mossa piuttosto audace. Nessuno ha dubbi sul fatto che questo obiettivo sia irraggiungibile”, ha affermato. “E non c’è da stupirsi che gli Stati Uniti, a giudicare dalle loro dichiarazioni e dalle loro azioni, comprendano chiaramente questa situazione, ne siano a disagio e non sappiano come uscirne”, ha sottolineato Lavrov.

  • 08:50

    Trump: “Non mi serve l’accordo con l’Iran per ottenere uranio arricchito”

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Washington non ha bisogno di un accordo con l’Iran per ottenere uranio arricchito. “Potremmo ottenerlo subito. Non credo che potrebbero fermarci nemmeno se volessimo, ma non c’è motivo di farlo. È sepolto”, ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale. Trump ha anche detto di non voler incontrare la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Ha poi aggiunto che, se Washington e Teheran raggiungessero un accordo, sarebbe possibile un incontro tra le due parti, e ha concluso: “Se ciò accadesse… sarei rispettoso”.

  • 08:49

    Iran, media: “Esplosioni nel porto dell’Oman, probabilmente per attacco con i droni”

    Il porto di Al-Fahal, in Oman, ha interrotto le operazioni di carico di petrolio greggio a seguito di un’esplosione avvenuta vicino alle banchine di attracco, probabilmente causata da un attacco di droni. Lo Riporta Ynet News, citando la Reuters.

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