Con la vittoria del candidato leghista Stefano Zuccarini a Foligno, con il 56% dei voti, il centro sinistra perde la sua ultima grande roccaforte in Umbria. Il candidato rivale, Luciano Pizzoni, sostenuto dal Partito democratico, ha ottenuto il 44%. Terza città umbra per abitanti, Foligno era governata da sinistra o centro sinistra da 73 anni ininterrotti. Sia a Perugia che a Terni, le coalizioni di destra e centrodestra sono state riconfermate. “Il 9 giugno 2019 rappresenta la data della liberazione di Foligno dopo oltre 70 anni di sinistra!”, ha scritto su Facebook il candidato vincitore.

Un risultato eccezionale per la Lega, considerando che alle comunali del 2014 non aveva neanche presentato una lista ed oggi è il primo partito, con il 27% al primo turno. E dire che tutte le liste di sinistra e centro sinistra, per difendere il Comune finora presieduto da Nando Mismetti, del Pd, si sono presentate compatte introno a Pizzoni. Un’unione che ha richiesto più di un anno di accordi. Il Movimento 5 stelle di David Fantauzzi si è fermato al primo turno con l’11,5% delle preferenze.

Il prossimo sindaco di Foligno è un avvocato di 56 anni. Sulla sedie a rotelle a causa di una disabilità, Zuccarini è molto attivo nell’associazionismo e ha la passione per le acrobazie con l’aliante. Nella coalizione di centrodestra rappresentava Lega, Fratelli d’Italia (7,6%) e Forza Italia (5,8%). In campagna elettorale ha puntato soprattutto sulla questione migratoria e ha detto di aver intenzione di sfruttare al massimo il decreto Sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Al quale, tra l’altro, è molto vicino. Tanto che il leader della Lega è venuto due volte a Foligno per supportarne la campagna. A Foligno risiedono circa 9.750 stranieri su 51.160 abitantidi cui 7.262 regolari (dati Istat). Secondo Zuccarini, il centro storico della città, interessato negli ultimi anni da un lavoro di riqualificazione turistica, è diventato “un ghetto popolato quasi esclusivamente da extracomunitari, a causa delle politiche buoniste del Pd”.

Matteo Salvini con Stefano Zuccarini, il 6 giugno

Il candidato leghista non è andato molto per il sottile neanche su Facebook. In diversi commenti pubblicati tra il 2016 e il 2017, si è espresso con toni critici e offensivi nei confronti di Virginia Raggi, di Papa Francesco e dei partigiani. Quando la sindaca di Roma ha criticato le intimidazioni di CasaPound alla manifestazione “Romics”, Zuccarini ha scritto: “A cagare te e l’antifascismo valore assoluto”. Nel 2017, a proposito di nuovi alloggi destinati a fini sociali ha commentato: “Questa è l’Italia multietnica di merda che vuole la sinistra e Bergoglio. Le risorse le chiamano, quelli che ci pagano la pensione. Morì ammazzati voi e loro”. Lo stesso anno ha scritto di non aver “mai stimato i partigiani italiani e mai li stimerò. A parte rarissime eccezioni. Ho rispetto dei partigiani russi, di quelli francesi anche ma della maggior parte degli italiani no”.

Foligno è una città considerata economicamente piuttosto ricca, in quanto importante polo industriale e commerciale all’incrocio tra Roma, Ancona e Perugia. Le sue imprese, legate principalmente alla lavorazione dell’acciaio e all’aeronautica, esportano in tutto il mondo e sono fornitrici di diverse multinazionali. Il turismo è cresciuto nell’ultimo anno del 6,2 per cento. Ma i poveri in città, secondo le stime del Comune, sono circa 1.500. Inoltre, alcune associazioni dei cittadini hanno lamentato una crescente insoddisfazione legata sia alla questione del lavoro sia a quella degli stranieri. Zuccarini, che ha sempre definito l’amministrazione di sinistra “clientelare e iniqua”, ha promesso una maggiore dialogo tra le scuole tecniche del territorio e le imprese e un abbassamento delle tasse per famiglie, industrie e commercianti.

 

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