“Per noi le elezioni sono andate male, abbiamo preso una lezione da chi non ci ha votato”. Luigi Di Maio, dopo essere stato in silenzio tutta la mattina, si è presentato davanti ai giornalisti intorno alle 15 e, al termine del tavolo al Mise sulla crisi di Mercatone Uno, ha ammesso la sconfitta elettorale alle elezioni Europee. Le parole del vicepremier 5 stelle erano molto attese tra i grillini, sopratutto dopo che lo stesso Beppe Grillo su Twitter ha scritto provocatoriamente: “Ora Radio Maria e Canti Gregoriani“. Di Maio ai cronisti ha garantito che il governo va avanti, che ha la fiducia dei suoi oltre che del Carroccio e che ora l’esecutivo ripartirà con le misure annunciate prima del voto: dalla flat tax al salario minimo fino al decreto Famiglia.

“Sono qui per fare i complimenti a tutti i partiti che hanno registrato un incremento”, è stato l’esordio. “Faccio gli auguri a tutti gli europarlamentari eletti. Per noi le elezioni Europee sono andate male e prendiamo una grande lezione. Impariamo e non molliamo. Come forza politica il Movimento sta correndo una maratona, non i 100 metri. E’ chiaro che la nostra gente si è astenuta. C’è tanto da fare ancora. Ci sono tante persone che attendono. Ci sono promesse da mantenere e da realizzare”. Quindi si è rivolto ai suoi elettori: “Ringrazio i 4,5 milioni che hanno votato il M5s e ringrazio anche chi non ci ha votato perché dal loro comportamento noi impariamo e prendiamo una bella lezione. Faccio i complimenti alla Lega e al Pd e a tutti i partiti che hanno avuto un incremento”.

Di Maio ha quindi voluto rilanciare subito con i provvedimenti su cui il governo intende lavorare il prima possibile: “Oggi ho sentito Giuseppe Conte e gli ho chiesto di convocare il prima possibile un vertice di governo, dobbiamo lavorare alle promesse che abbiamo fatto agli italiani”, ha detto. “Il tavolo per fare il salario minimo e la flat tax facciamolo, prima ci mettiamo a lavoro meglio è”, ha detto. “Il vertice si doveva fare un mese fa, il ministro dell’Economia Tria ha detto che ci sono i soldi per fare la flat tax, facciamola”. E ha aggiunto: “Abbiamo proposto noi decreto Sanità, salario minimo e la riduzione delle tasse e del cuneo fiscale per imprese e dipendenti”. Quindi sui due principali dossier che vedono i 5 stelle su posizioni divergenti dalla Lega, Di Maio ha specificato: “La Tav è un dossier che è nelle mani di Conte. Sulle autonomie il fatto è come si scrive il provvedimento. Se si deve fare non deve creare scuole di serie C o sanità di serie C. L’unica cosa che mi interessa è mettermi al lavoro per mantenere le promesse fatte agli italiani, e tra queste c’è la coesione nazionale”.

Per quanto riguarda i rapporti con la Lega ha detto: “Saremo sempre argine a quello che non ci va bene. Il contratto di governo non si cambia e lo tuteleremo. Ho trattato la Lega sempre alla pari quando abbiamo scritto i provvedimenti. E’ sempre stato un rapporto alla pari. Anche per questo da oggi per me non cambia niente. Continuiamo a realizzare gli obiettivi che sono nel contratto di governo”. E ancora: “Se ci sono richieste che vengono dalla Lega, aspetto che le facciano di persona. Mi auguro sia finita la stagione in cui le cose vengono dette a mezzo stampa”. Per quanto riguarda le relazioni interne del M5s ha detto di aver sentito tutti i principali leader del Movimento e di aver avuto garanzie di fiducia nella sua leadership: “Oggi ho sentito tutti coloro che rappresentano le anime del M5s, Grillo, Casaleggio, Di Battista e Fico. Nessuno ha chiesto le mie dimissioni. Si vince insieme, si perde insieme”. Di Maio ha anche rilanciato il piano di riorganizzazione interna, lo stesso che era stato fatto partire dai vertici dopo la sconfitta alle scorse Regionali in Abruzzo e Sardegna: “E’ arrivato il momento di dare seguito al progetto di riorganizzazione. Bisogna accelerare e per farlo il Movimento ora ha bisogno d tutti”.

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