Attualità

Migranti, le istruzioni de Lo Stato Sociale per salvare i naufraghi nel Mediterraneo – IL VIDEO IN ESCLUSIVA

di Davide Turrini

Salvare i migranti nel mar Mediterraneo. Istruzioni per l’uso. Ci pensa Lo Stato Sociale, nella declinazione marittima del “carota” – al secolo Enrico Roberto -, a spiegare come si interviene da un gommone di una ong per aiutare esseri umani su un barcone in balia del mare. Il video è online e dura una decina di minuti. Le insegne sono quelle della Mediterranea Saving Humans, mentre “carota” segue le indicazioni per un finto salvataggio. Gestualità pacata, sorrisi, il corpo che compie movimenti minimi.

“Vanno rispettate molte regole ed è paradossale: un barcone pieno di naufraghi in un mare piatto non rappresenta una criticità. È quando arrivano i soccorsi che rischi di sviluppare un pericolo. I migranti si gettano in mare per salvarsi oppure si spostano tutti da una parte e la barca rischia di spaccarsi”, spiega Roberto al Fatto Quotidiano. Mediterranea è una realtà sociale molto vicina alla band bolognese perché l’iniziativa umanitaria nasce proprio del centro sociale felsineo del TPO da dove Lodo&Co. attingono per fonici e tecnici nei loro live. “Sapevo che stava nascendo questa possibilità e ho drizzato le antenne. Questa è la prima nave di soccorsi in mare a bandiera italiana proprio nel momento in cui le ong vengono richiamate nei porti. Proprio quando la politica cerca in tutti i modi di screditarle e dargli fastidio. Mediterranea è un barlume di luce in un momento storico triste. Per questo Lo Stato sociale doveva esserci”, racconta Enrico Roberto.

E punta il dito su tanti colleghi disimpegnati rispetto al presente: “Noi facciamo della lotta politica il nostro vanto quando invece molte realtà pur di sopravvivere in un mondo discografico in crisi, non si sbilanciano troppo a livello artistico. Parlo delle nuovissime leve. Più che rappresentare l’umanità in difficoltà s’interessano solo della ricerca di un riscatto personale”. Nel breve filmato in cui “carota” indossa casco, salvagente e sale sul gommone dell’ong di Luca Casarini appare per qualche secondo anche un fotogramma in cui si intravedono cadaveri di migranti. Un po’ come accadeva nel documentario di Francesco Rosi, Fuocoammare: “Credo che si cerchi di tenere lontano la verità dagli occhi delle persone. Far vedere la cruda realtà è importante. Probabilmente non è neanche abbastanza crudo ciò che si vede per capire di cosa stiamo parlando. Bisogna essere lì su quei barconi per capire cos’è la morte. A quel punto capirebbe anche Matteo Salvini”.

Bebo, Albi e compagnia vogliono come riempire un vuoto politico che vada oltre i gesti di solidarietà da parte di qualche deputato Pd o 5Stelle. “I volontari di questa ong provano a risolvere quello che teoricamente sarebbe chiamata a fare la politica. Stare dalla parte di chi soffre”. A quando allora un salvataggio vero dopo le prove del video? “Lo farò alla grande una volta conclusa la cosiddetta formazione. Ricordiamoci però che ciò di cui ha bisogno Mediterranea ora sono i contributi economici. Si può aiutare la sua attività con il due per mille nella dichiarazione dei redditi. Noi offriamo il nostro tesoretto risparmiato durante i concerti”.

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