Se commetti un reato e sei detenuto a Secondigliano, in Campania, dovrai lottare per trovare un metro quadro libero: ci sono oltre 400 carcerati in più rispetto a quanti la struttura può contenerne. Stessa cosa vale per l’altro carcere cittadino, quello di Poggioreale, dove sono alloggiati 731 detenuti in più rispetto alla capienza, e dove, addirittura, ci sono celle senza riscaldamento e senza acqua calda. Se invece decidono di metterti al “Carmelo Magli” di Taranto, dovrai sapere che solo nell’ultimo anno ci sono stati quattro suicidi. È la fotografia dell’ultimo rapporto dell’associazione Antigone, impegnata per la tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale, dal titolo “Il carcere secondo la costituzione”. Un anno di indagine, realizzata in 85 istituti, che evidenzia non solo il problema noto del sovraffollamento, ricordato anche da un altro rapporto presentato al Parlamento da Mauro Palma, Garante nazionale dei detenuti, ma anche quello delle condanne, diventate sempre più lunghe, e dell’assenza, in molte regioni, delle pene alternative. Insomma, una perdita di quella funzione rieducativa che il carcere dovrebbe avere, come ricorda l’articolo 27 della Costituzione.

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